Cinque nuovi progetti di riqualificazione di coperture agricole già esistenti, presentati da White Energy Group, sono stati ammessi al contributo nell’ambito del bando “Facility Parco Agricolare”. I progetti hanno una potenza fotovoltaica complessiva prevista di 1.665 kWp, a cui si sommano 295 kWh di sistemi di accumulo.
«L’ammissione di questi cinque progetti attraverso il Bando “Facility Parco Agrisolare” – dichiara Gianluigi Mele, Amministratore Delegato di White Energy Group – ci consente di portare a un nuovo livello un modello di business che integra accesso agli incentivi, riqualificazione delle coperture e produzione di energia rinnovabile. Per le aziende agricole significa intervenire su strutture già esistenti, riducendo l’esposizione ai costi energetici senza sottrarre nuove superfici alla produzione».
I cinque nuovi progetti puntano a trasformare le coperture passive già esistenti in hub per la produzione di energia da fonti rinnovabili, senza installare moduli su terreni destinati alla coltivazione. Complessivamente, riqualificheranno circa 9.390 metri quadrati di coperture, con contributi complessivamente assegnati per circa 2.215.000 euro, a fronte di un investimento complessivo previsto di circa 3.240.000 euro.
In Italia esistono milioni di metri quadrati di vecchie coperture agricole, spesso in cemento-amianto o prive di un isolamento termico adeguato.
«Settembre segna l'avvio di una fase intensa per il comparto agricolo, tra la conclusione di alcune campagne estive e l'inizio di quelle autunnali. Questo è il momento in cui molte aziende iniziano a programmare gli interventi strutturali sui siti produttivi per l'anno successivo – aggiunge Domenico Burrai, Head of Engineering Projects. L’ammissione al contributo di questi nuovi progetti conferma che la riqualificazione delle coperture rappresenta una scelta strategica vincente. Non solo può abbattere i costi energetici e migliorare l'efficienza termica degli edifici, ma può accrescere anche il valore patrimoniale dell'azienda, sfruttando superfici già esistenti nel pieno rispetto del suolo agricolo».