Vallarsa, la comunità energetica ha dati dieci volte sopra la media nazionale

Nel comune di Vallarsa, in provincia di Trento, è operativa una nuova comunità energetica rinnovabile tra le più partecipate d'Italia.

La CER Energia Nuova ETS, abilitata di recente dal GSE, conta 89 membri già convalidati e oltre 100 adesioni complessive, con un dato che supera di oltre dieci volte la media delle CER attualmente attive nel paese.

Il progetto è stato sviluppato da Sorgenia per conto di Vallarsa Energia Srl Benefit, società costituita dalla Fondazione Vallarsa. La composizione della comunità include 84 nuclei familiari e 16 soggetti giuridici tra imprese, PMI, consorzi, attività commerciali, enti religiosi e del terzo settore, con partecipazione estesa ai comuni di Trambileno, Terragnolo e Rovereto.

L'impianto è un sistema fotovoltaico da 403 kWp, con 858 moduli installati sulla copertura della Conceria della Vallarsa. La produzione stimata è di circa 370 MWh annui. La Conceria acquista l'energia tramite un contratto PPA per circa 220 MWh l'anno; l'eccedenza viene condivisa tra i membri attraverso il meccanismo dell'autoconsumo diffuso, con un risparmio stimato in bolletta di 50-70 euro annui per i partecipanti. Una quota degli incentivi percepiti sarà destinata a iniziative sociali per le fasce più vulnerabili della comunità.

«La CER di Vallarsa – afferma Fabrizio Prestinoni, responsabile corporate sales e origination di Sorgenia – dimostra che le comunità energetiche rinnovabili possono avere una scala e una complessità paragonabili a quelle di un progetto industriale, senza perdere la loro natura di strumento di prossimità. Una soluzione concreta per la transizione ecologica, in grado anche di ridurre i costi di consumo. La collaborazione con Fondazione Vallarsa e Vallarsa Energia ci ha permesso di dar vita a un modello che unisce efficienza produttiva, partecipazione locale e benefici economici distribuiti sul territorio».

«Essere riusciti con capitale locale – aggiunge Geremia Gios, presidente della CER – a costruire un impianto fotovoltaico di notevoli dimensioni, senza spreco di territorio, senza contributi pubblici e coinvolgendo quasi 100 tra consumatori e piccole imprese è la dimostrazione che si può dar vita a iniziative che, partendo dalle risorse locali, consentono di rivitalizzare aree ritenute – a torto – marginali».