La ESCo torinese COESA ha presentato un kit fotovoltaico pensato per combattere la povertà energetica nelle zone impervie o svantaggiate di tutto il mondo. Si chiama JuaKit ed è composto di pannelli fotovoltaici usati e di tutto l’occorrente per generare energia.
Il kit (il cui nome deriva dalla parola “Jua”, che in Swahili significa sole) è al centro del progetto KeepTheSun 2.0, evoluzione della piattaforma per la compravendita di pannelli fotovoltaici che COESA ha lanciato a inizio 2024.
JuaKit è disponibile in taglie da 1 o 3 kW di potenza, comprende una batteria di accumulo, differenti tipologie di connessione e un’app per il controllo remoto dell’impianto off-grid. Le dimensioni compatte ne permettono il trasporto e la spedizione in ogni parte del mondo, protetto in una speciale scocca rinforzata secondo standard militari.
Il progetto è pensato soprattutto per soddisfare le esigenze energetiche di scuole e piccole attività, ma anche per alimentare pozzi d’acqua e sistemi di refrigerazione per uso alimentare. In tutti questi ambiti, accedere a energia elettrica a basso costo avrebbe un impatto rivoluzionario sulla vita delle persone.
La povertà energetica nell’Africa subsahariana
Nell’Africa subsahariana sono oltre 600 milioni le persone che non hanno accesso all’elettricità, il 43% della popolazione (fonte: International Energy Agency).
Le scuole collegate alla rete elettrica sono appena il 35%, mentre ben 900 milioni di persone non dispongono di un accesso diretto all’acqua potabile. Senza corrente, inoltre, anche conservare il cibo diventa complicato, e infatti in quest’area il 50% va regolarmente sprecato (fonti: RES4Africa Foundation Report, IE University, Global Energy Review).
I ricercatori COESA stimano che basterebbero un centinaio di JuaKit per migliorare le condizioni di oltre 400.000 studenti, oppure garantire a 50.000 persone l’accesso all’acqua potabile, con una drastica riduzione delle carenze igieniche fonti di malattie.
Una migliore refrigerazione consentirebbe inoltre di evitare lo spreco di almeno 20 milioni di tonnellate di alimenti.
«Solo in Italia, nei prossimi anni, ben 48 milioni di pannelli fotovoltaici verranno sostituiti per fare spazio a modelli più performanti – sottolinea Matteo Stoppa, Chief Innovation Officer COESA. Nella maggior parte dei casi quei moduli manterranno un’efficienza superiore all’80%, buttarli equivarrebbe a sprecare un’enorme quantità di energia a basso costo, che potrebbe cambiare la vita a centinaia di milioni di persone nelle zone più povere del mondo».