Costruire un data center a impatto zero, all’interno di un ecosistema industriale di economia circolare che sorgerà in un’area dismessa riqualificata. È l’obiettivo del Memorrandum firmato da Comtel e H2-Era Green Valley.
H2-Era Green Valley si sta occupando del progetto che sorgerà a Figline Valdarno. Una ex area industriale, attualmente dismessa, sarà rigenerata e trasformata in un polo di innovazione tecnologica e ambientale. Che integrerà energia rinnovabile, produzione di idrogeno, acquacoltura e agricoltura verticale.
Il modello si basa appunto sulla sinergia tra più filiere produttive, ognuna delle quali valorizza le risorse generate dalle altre.
Un ampio parco fotovoltaico coprirà il 100% del fabbisogno energetico del data center, garantendone la totale autosufficienza da fonti pulite. L'energia prodotta in eccesso alimenterà un impianto di elettrolisi per la generazione di idrogeno verde. L'ossigeno derivante dal processo di elettrolisi verrà impiegato in un allevamento ittico a ciclo chiuso dedicato alla produzione di salmone. Il calore di scarto generato dal data center verrà recuperato per la climatizzazione di una vertical farm, riducendo ulteriormente i consumi energetici complessivi del sito.
«Il mercato dei Data Center sta vivendo una crescita senza precedenti e richiede partner in grado di gestire progetti complessi end-to-end – commenta Mattia Conti, Direttore Generale di Comtel. Comtel ha le competenze, le relazioni industriali e la capacità esecutiva per posizionarsi come interlocutore unico, dalla progettazione alla realizzazione fino alla gestione dell’infrastruttura, creando valore per clienti, partner e azionisti».
«Questa collaborazione con Comtel ci rende particolarmente orgogliosi, perché condividiamo la stessa visione: costruire il futuro con una forte impronta ambientale – aggiunge Federico Parma, CEO di H2-Era Green Valley. Sviluppare insieme un data center a impatto zero all'interno del nostro progetto dimostra che è possibile e necessario superare i modelli di sviluppo industriale concepiti fino ad oggi. Un data center inserito in un complesso industriale dove convivono una vertical farm alimentata dal calore recuperato e il riutilizzo di spazi dismessi rappresenta una straordinaria opportunità di rigenerazione per aree abbandonate. Da questi luoghi possono nascere vere e proprie infrastrutture innovative, capaci di produrre allo stesso tempo energia, cibo, innovazione tecnologica nei settori delle telecomunicazioni e dell'elaborazione dati e nuovi mestieri».