Il 19 gennaio 2026, presso il Maxxi di Roma, si è concluso WinDesign, il contest internazionale promosso da Enel per raccogliere proposte progettuali sul futuro delle turbine eoliche. L'iniziativa ha ricevuto oltre 500 candidature da parte di studi di architettura, società di ingegneria, imprese, startup, università e studenti.
Avviato nella primavera del 2025, il programma richiedeva progetti che coniugassero efficienza produttiva, sostenibilità ambientale e integrazione paesaggistica degli impianti eolici. Le proposte presentate hanno spaziato da turbine a sviluppo verticale a strutture con superfici riflettenti, da soluzioni con componenti ammainabili a configurazioni che riducono l'occupazione del suolo.
Il primo posto è andato a Powering the Future di Mario Cucinella (design) e Robert Bird Group (consulenza ingegneristica), che ha ideato una struttura verticale dotata di vele ammainabili. Seconda posizione per WindBioma + WindBloom di Hope Engineering, un progetto che utilizza superfici riflettenti con funzione di raccolta idrica. Terzo classificato LA3 + Aria dello studio TECTOO e di Buromilan, focalizzato su soluzioni tecnologiche e illuminotecniche per ridurre l'impatto visivo e l'uso del territorio.
Sono stati inoltre attribuiti tre riconoscimenti speciali: per il Design a Queena Le con Aeris + Bloom; per la Fattibilità Tecnico-Economica a O'Sullivan Studio con Horizon + Sylva; per Innovazione e Sostenibilità alle startup Etesias+Rithem con Ecospire + Ecoline.
I premi sono stati consegnati dall'Amministratore Delegato del Gruppo Enel Flavio Cattaneo.
Il progetto del Gruppo Hope
Il secondo premio e il Premio della Giuria sono andati al progetto “WindBioma + WindBloom”.
Wind Bioma utilizza specchi intelligenti che riflettono il paesaggio circostante, consentendo agli aerogeneratori di fondersi visivamente con l’ambiente naturale.
Wind Bloom, invece, è ispirato alle forme morbide e naturali dei fiori, con una sagoma cangiante capace di adattarsi all’intensità del vento e restituire un’immagine dinamica e viva dell’energia.

Entrambi i progetti hanno come aspetto fondante la valorizzazione dell’acqua. La condensa che si forma sugli aerogeneratori durante le ore notturne viene raccolta insieme all’acqua piovana e restituita al territorio, diventando una risorsa per gli ecosistemi locali e contribuendo alla biodiversità del paesaggio.
«Siamo felici che il nostro progetto abbia ottenuto il Secondo Premio – Premio della Giuria in un contesto di altissimo livello internazionale – dichiara Michele Scoppio, CEO del Gruppo Hope. Arrivare secondi su oltre 500 progetti rappresenta un riconoscimento importante per il nostro lavoro e per una visione progettuale che unisce innovazione tecnologica, attenzione al paesaggio e responsabilità ambientale, elementi oggi imprescindibili per lo sviluppo dell’energia eolica e delle fonti pulite. Crediamo che la transizione energetica passi anche da una nuova narrazione dell’energia, capace di rendere l’eolico comprensibile, condiviso e integrato nei territori. Questo risultato è frutto del lavoro di un team multidisciplinare, che riunisce esperti di comunicazione, scienziati ambientali, architetti, ingegneri, animatori e produttori cinematografici, e dimostra quanto il dialogo tra competenze diverse sia fondamentale per immaginare il futuro dell’energia sostenibile. Ringraziamo Enel per aver promosso un’iniziativa che valorizza la creatività e la forza delle idee come strumenti per costruire il futuro dell’energia sostenibile».