Un nuovo impianto agrivoltaico sopra 3mila metri di meleti a Ora, in provincia di Bolzano.
L’impianto è distribuito su 13 filari e ha una potenza installata di circa 70 kilowatt di picco, una quantità di energia sufficiente a coprire il fabbisogno medio di circa 20 famiglie.
Prevede tre settori distinti con moduli caratterizzati da diversi gradi di trasparenza, posizionati su due tipologie di meleto.
L’altezza dell’impianto e il suo materiale
Una delle sfide tecnologiche più rilevanti nella progettazione dell’impianto è stata porre l’asse di rotazione dei moduli a 4,80 metri da terra, così da non ostacolare la crescita dei meleti e consentire le lavorazioni agricole.
Le strutture, prodotte da Convert Italia/Valmont Solar, sono state progettate sulla base di alcuni dati ricavati da uno studio del vento in galleria, con l’obiettivo di garantire la resistenza agli agenti atmosferici, in particolare all’effetto vela dei pannelli in caso di forte vento.
Il materiale scelto è l’acciaio Corten, sia per la sua resistenza ai fenomeni atmosferici, sia per la colorazione che si integra in modo armonico con le strutture del frutteto.
La realizzazione è stata curata da EF Solare Italia.
I sensori sull’impianto
Sono stati installati numerosi sensori e strumenti sull’impianto e sulle aree di controllo a diverse altezze (in cima ai fusti arborei e anche lateralmente a media altezza).
Questi sensori misureranno parametri come la radiazione solare utile alla fotosintesi, l’irradiazione dal sole, l’albedo dal terreno, ma anche la temperatura e l’umidità del suolo e dell’aria, la velocità e la direzione del vento oltre alla precipitazione della pioggia.
Il Centro di Sperimentazione Laimburg, partner del progetto, si è concentrato sull’analisi dello sviluppo e della produzione agricola del frutteto: accrescimento degli alberi, fioritura, quantità e qualità della produzione, fabbisogno idrico delle piante.
Le scelte progettuali sono state condivise tra Eurac Research, Centro di Sperimentazione Laimburg e Südtiroler Bauernbund (Unione Agricoltori e Coltivatori Diretti Sudtirolesi) per garantire il rispetto delle esigenze del frutteto, dell’agricoltura meccanizzata e della produzione energetica. Questo confronto ha permesso in fase di progettazione di ottimizzare l’integrazione tra le strutture portanti dei meli, le strutture che sostengono i pannelli e le reti antigrandine.
Il progetto europeo
Il progetto europeo Symbiosyst, all’interno del quale rientra il progetto di Bolzano, è finanziato dal programma Horizon Europe e coinvolge 16 partner da tutta Europa e durerà quattro anni.
Oltre all’impianto realizzato a Ora, sono previste le costruzioni di altri due impianti pilota: uno a Barcellona, su coltivazioni ortofrutticole, e uno nei Paesi Bassi, sopra una serra.
Questi casi di studio permetteranno al team di progetto di valutare la produzione elettrica e il suo possibile riutilizzo in loco in diversi contesti: per coprire il fabbisogno di una comunità energetica, di una zona industriale, di un consorzio ortofrutticolo o dell’azienda stessa.
La priorità della ricerca si concentra sul benessere delle colture. Nei diversi impianti pilota sono stati installati avanzati sistemi di monitoraggio “gemelli” che permetteranno di confrontare i dati raccolti e ottenere indicazioni concrete su come favorire una reale simbiosi tra agricoltura e produzione di energia.
«L’impatto sociale di questi impianti non deve essere trascurato. Per esempio, vanno tenute in considerazione possibili preoccupazioni legate a come può variare il costo dei terreni o la necessità di misure che compensino gli impatti sulla biodiversità – spiega Silvia Tomasi, sociologa di Eurac Research. L’importanza di queste valutazioni è stata confermata anche nell’incontro informativo con rappresentanti del settore privato, della pubblica amministrazione e della società civile promosso da Eurac Research e dall’Unione agricoltori e coltivatori diretti sudtirolesi (Südtiroler Bauernbund) prima della realizzazione dell’impianto di Ora».
«Con questo progetto stiamo dimostrando come agricoltura ed energia fotovoltaica possano coesistere in modo virtuoso – sottolinea Gianluca Teodori, Operations Director di EF Solare Italia. Il nostro impegno nel progetto Symbiosyst nasce dalla convinzione che la ricerca scientifica sia fondamentale per costruire modelli sostenibili e replicabili in piena sinergia con le coltivazioni tipiche dei diversi territori. Abbiamo unito competenza industriale ed esperienza agronomica per valorizzare ogni metro quadrato di suolo. Solo attraverso l’innovazione possiamo affrontare le sfide ambientali ed energetiche del futuro. Siamo lieti di aver messo a disposizione di questo impianto l’esperienza decennale di EF Solare nell’agrivoltaico, per continuare a migliorare le soluzioni e adattarle ai territori in cui si trovano».
Il contesto locale
«Gli impianti agrivoltaici rappresentano un’importante sinergia tra il mondo dell’agricoltura e quello delle energie rinnovabili – afferma l’assessore provinciale all’Agricoltura, Luis Walcher. In Alto Adige puntiamo su un’agricoltura innovativa, sostenibile e resiliente. La tecnologia, però, non si ferma, ma continuerà a evolversi nei prossimi anni: in quest’ottica, un progetto pilota come questo, realizzato con l’accompagnamento delle istituzioni scientifiche, ha un’importanza fondamentale».
«Le nuove disposizioni in materia di agrifotovoltaico sono prossime all’approvazione da parte della giunta provinciale – dichiara l’assessore provinciale all’Energia, Peter Brunner. Con queste norme compiamo un ulteriore passo avanti nell’attuazione del Piano Clima, definendo criteri chiari e uniformi validi per tutto l’Alto Adige, a garanzia della compatibilità urbanistica dei progetti. L’impiego delle superfici agricole per la produzione di energia può contribuire in modo significativo al raggiungimento dei nostri obiettivi climatici. Nel settore agricolo puntiamo a una capacità produttiva netta di 500 megawatt entro il 2040».
«L’Unione agricoltori e coltivatori diretti sudtirolesi (Südtiroler Bauernbund) fa parte del progetto e si occupa di fotovoltaico in modo approfondito. Si tratta di una tecnologia chiave per la riduzione delle emissioni di CO 2 e la protezione del clima – sottolinea Daniel Gasser, presidente del Südtiroler Bauernbund. L‘agricoltura può far parte della soluzione. Se le indicazioni che arriveranno dall’impianto pilota saranno positive, il fotovoltaico potrà rappresentare una nuova linea di business per aziende agricole. Per noi è importante che la produzione agricola rimanga prioritaria e che i terreni rimangano nelle mani degli agricoltori».