Nel percorso verso la neutralità climatica entro il 2050, come indicato dall’Accordo di Parigi e ribadito negli ultimi appuntamenti sul clima, l’energia rinnovabile non è più un’opzione: è una necessità. Il mondo si sta preparando ad aggiungere nei prossimi cinque anni tanta capacità rinnovabile quanta ne è stata installata negli ultimi venti.
Ma la domanda chiave rimane: quali tecnologie ci condurranno davvero verso un futuro a zero emissioni?
Il ruolo dell’eolico onshore
Tra tutte le opzioni a disposizione, l’energia eolica onshore — prodotta da turbine su terraferma — rappresenta oggi la risposta più solida, concreta e scalabile. Non solo perché è tra le fonti energetiche più economiche, ma anche perché offre prestazioni e stabilità superiori nel lungo periodo rispetto ad alternative come il solare fotovoltaico o l’eolico offshore.
L’eolico offshore, pur tecnologicamente avanzato, presenta costi proibitivi: richiede turbine speciali, navi per l’installazione, cavi sottomarini, operazioni complesse e una manutenzione costosa.
A parità di potenza, può costare fino a quattro volte in più rispetto all’onshore. Come l’energia eolica, anche quella solare, benché in forte crescita, mostra limiti strutturali: la produzione è concentrata nelle ore diurne, varia molto stagionalmente e rende difficile stabilizzare la rete elettrica.
Inoltre, per settori energivori e difficili da elettrificare, come l’industria pesante o il trasporto, l’alta capacità produttiva dell’energia solare rappresenta una risorsa fondamentale per la generazione di idrogeno verde e carburanti sintetici.
Che cosa cambia con le nuove turbine
Le turbine onshore di nuova generazione, come quelle impiegate nei progetti GigaWind, le più grandi e potenti turbine mai installate onshore, rappresentano un cambio di paradigma. Queste turbine sono progettate per portare i vantaggi di scala e le economie delle grandi turbine eoliche offshore in ambito onshore.
Con altezze simili alla Torre Eiffel e pale lunghe oltre 100 metri, offrono un rendimento superiore fino al 30% rispetto ai modelli attuali, a un costo dell’energia più basso e con un impatto territoriale limitato.
Questo non solo riduce il costo dell’energia per i consumatori, ma rende possibile l’alimentazione efficace di tecnologie strategiche come la produzione di idrogeno verde.
Tutto intorno alla turbina
Non meno importante è il fattore territoriale. Le turbine eoliche onshore occupano fisicamente meno del 5% del terreno su cui sono installate, permettendo usi agricoli o produttivi del suolo sottostante. Inoltre, possono essere facilmente integrate nelle reti esistenti e offrono benefici concreti alle comunità locali: occupazione, canoni per i proprietari dei terreni, contributi fiscali.
L’elemento forse più rilevante, in un contesto di crescente elettrificazione e domanda energetica stabile, è la capacità dell’eolico onshore di fornire energia continua e affidabile. La stabilità della rete è oggi una priorità strategica.
A fronte di una crescente quota di rinnovabili, le reti devono gestire carichi variabili senza compromettere la sicurezza dell’approvvigionamento. L’eolico onshore, con la sua produzione meno “a picchi” rispetto al solare, risponde meglio a questa esigenza.
Il nodo del trasporto
Ma, le dimensioni estreme delle pale GigaWind — troppo lunghe e ingombranti per essere movimentate via terra — hanno rappresentato a lungo un ostacolo alla diffusione di queste turbine nelle aree ideali, spesso remote.
Soluzioni come il WindRunner, il più grande aereo del mondo, sviluppato da Radia, sono progettate proprio per trasportare le componenti GigaWind direttamente sui siti dei parchi eolici, permettendo di superare uno dei principali limiti alla scalabilità del settore.
Si stima entro il 2050 saranno necessarie fino a 2 milioni di nuove turbine onshore per raggiungere gli obiettivi climatici: una sfida colossale, che può essere vinta solo rendendo economicamente e logisticamente accessibile l’energia eolica in ogni angolo del pianeta.
In sintesi, servono tutte le fonti rinnovabili per la transizione, ciascuna delle quali contribuisce in modi diversi: alcune potrebbero assumere un ruolo più centrale a seconda di come interagiscono tra loro. L’eolico onshore è già oggi il miglior alleato per abbattere i costi, stabilizzare la rete, sostenere lo sviluppo di combustibili alternativi e portare benefici diretti alle comunità. È una tecnologia pronta, matura e ottimizzabile su scala globale.
È qui, sulla terraferma, che si gioca davvero la rivoluzione dell’energia pulita.