Il Lazio nega l’intesa al BESS da 414 MW di Tarquinia: Besstarq annuncia il ricorso

 Il Lazio nega l’intesa al BESS da 414 MW di Tarquinia: Besstarq annuncia il ricorso

La Regione Lazio ha negato l’intesa necessaria al progetto di accumulo a batterie da 414 MW proposto da Besstarq a Pian Boaro, nel territorio di Tarquinia.

La società contesta la decisione, sostenendo che la valutazione regionale abbia assimilato lo stoccaggio alla produzione rinnovabile, e si prepara a portare la controversia davanti alla giustizia amministrativa.

Il diniego regionale e le ragioni contestate

La Giunta del Lazio ha negato l’intesa per l’impianto, passaggio necessario nel percorso autorizzativo statale. Tra gli elementi richiamati nella valutazione regionale figura l’elevata presenza di impianti per la produzione di energia rinnovabile nella provincia di Viterbo. È stato inoltre citato un parco fotovoltaico da oltre 54 MW, situato a circa cinque chilometri dall’area prevista per il BESS.

Besstarq afferma che, nel corso dell’istruttoria, erano stati acquisiti pareri tecnici favorevoli, con prescrizioni, dagli uffici regionali competenti per biodiversità e urbanistica e dall’Autorità di Bacino per gli aspetti relativi ai versanti. La società considera il diniego politico in contrasto con tali valutazioni; si tratta, tuttavia, della ricostruzione fornita dall’azienda.

«Esprimiamo forte rammarico per una decisione che dimostra un profondo fraintendimento del progetto e della sua funzione. La Giunta regionale ha negato l’intesa per l’impianto di accumulo di Tarquinia nonostante le valutazioni tecniche positive espresse nell’istruttoria, anche dagli uffici della stessa Regione. Temiamo che la Giunta sia stata mal consigliata da letture tecniche fuorvianti. Un impianto di accumulo immagazzina energia e la restituisce alla rete quando serve, contribuendo a gestire la variabilità della produzione rinnovabile. Assimilarlo a un nuovo parco fotovoltaico o eolico significa confondere infrastrutture con caratteristiche, funzioni e occupazioni di suolo profondamente diverse», scrive la società in una nota.

La distinzione tra accumulo e produzione

Il punto centrale della replica è la funzione del sistema. Un BESS non genera elettricità come un impianto fotovoltaico o eolico: immagazzina energia e la restituisce alla rete in un momento successivo. Questa capacità può contribuire a gestire la variabilità delle fonti rinnovabili e a rendere disponibile energia quando la produzione o l’offerta non coincidono con la domanda.

Besstarq indica in 2,8 ettari la superficie destinata alle batterie, contro circa 50 ettari per il parco fotovoltaico citato nel dibattito. Per la società, la potenza nominale in megawatt non è sufficiente a confrontare l’occupazione del suolo o l’impatto territoriale di tecnologie diverse. La durata di scarica e la capacità energetica del progetto non sono specificate nelle informazioni disponibili.

«Il presunto “enorme impatto” dell’accumulo riguarda una superficie destinata alle batterie di 2,8 ettari, mentre il parco fotovoltaico richiamato ne occupa circa 50. I megawatt, da soli, non misurano l’occupazione di suolo né l’impatto sul territorio: confrontare tecnologie diverse senza distinguerne le caratteristiche restituisce un’immagine fuorviante del progetto».

Il ricorso e le implicazioni per il mercato

Besstarq ha annunciato l’intenzione di rivolgersi ai giudici amministrativi, contestando quello che definisce un diniego basato su una lettura non adeguata della funzione del progetto. La decisione giudiziaria dovrà chiarire la legittimità del provvedimento e il peso da attribuire, nella valutazione, ai pareri tecnici raccolti durante l’iter.

Per gli operatori, la vicenda evidenzia un tema rilevante per lo sviluppo delle infrastrutture di flessibilità: la valutazione dei sistemi di accumulo rispetto alla pressione territoriale esercitata dagli impianti di generazione. L’esito del contenzioso potrà incidere sui tempi del progetto e contribuire a definire come le amministrazioni considerano i BESS nei procedimenti autorizzativi.