Tolling Agreement: perché può fare da volano allo storage

Tolling Agreement cosa è

l tolling energy è un modello contrattuale che sta prendendo sempre più piede nel settore energetico. Per capire come funziona, possiamo fare un esempio: immagina che l'azienda Rossi abbia una materia prima, come il gas o il petrolio, ma non l'impianto per trasformarla in energia. E che, all'opposto, l'azienda Verdi abbia un impianto, ma non la materia prima.

Il contratto di tolling mette insieme queste due esigenze. Rossi fornisce la materia prima, mentre Verdi mette a disposizione il proprio impianto per lavorarla e produrre energia.

Il proprietario della materia prima, chiamato 'toller', paga un compenso al 'processor' (chi gestisce l'impianto) per questo servizio di trasformazione. Alla fine del processo, il toller riottiene il prodotto finito, che sia energia elettrica, termica o un altro derivato, mantenendone la proprietà per tutta la durata dell'accordo.

Questo meccanismo permette di separare la gestione della materia prima da quella della produzione, ottimizzando le operazioni per entrambe le parti. È un po' come dare il grano a un mulino per farlo diventare farina, pagando il mugnaio per il suo lavoro, ma rimanendo il proprietario della farina una volta pronta.

Questo tipo di accordo è stato particolarmente utile con la liberalizzazione del mercato energetico, permettendo a nuovi attori di entrare nel settore senza dover necessariamente costruire impianti da zero. Si tratta di un accordo che, in sostanza, remunera il servizio di trasformazione, indipendentemente dal prezzo di mercato dell'energia prodotta.

Come Funziona il Tolling Agreement: Il Processo

Il meccanismo del tolling energy si articola in diverse fasi ben definite. Si inizia con la stipula di un accordo, un vero e proprio contratto che pone le basi per la collaborazione. In questa fase iniziale, si definiscono i termini precisi, le responsabilità e le aspettative reciproche, stabilendo le regole del gioco per quello che verrà.

Successivamente, si passa alla fase operativa vera e propria. Il soggetto che ha commissionato la lavorazione si occupa di fornire la materia prima necessaria. Che si tratti di gas, petrolio o altro materiale energetico, questo viene consegnato all'impianto del trasformatore. Il proprietario di questa materia prima, lo ricordiamo, ne mantiene la titolarità anche dopo averla consegnata.

Una volta che la materia prima è nell'impianto, entra in gioco la fase di trasformazione o lavorazione. Qui, il proprietario dell'impianto, il processor, utilizza le proprie strutture e competenze per trasformare il materiale ricevuto. Questo può significare raffinare il petrolio, convertire il gas in energia, o svolgere altre operazioni specifiche a seconda del tipo di contratto e dell'impianto.

Infine, si arriva alla fase conclusiva. Il prodotto finito o l'energia generata viene restituita al toller, che ne riacquisisce la piena disponibilità. In alternativa, a seconda degli accordi, potrebbe esserci un pagamento che riflette il valore del servizio di trasformazione ricevuto. Questo chiude il ciclo, con il toller che ottiene il risultato desiderato e il processor che viene remunerato per il suo lavoro e l'utilizzo del suo impianto.

Vantaggi del Tolling Agreement

Il contratto di tolling nel settore energetico offre diversi benefici, sia per chi fornisce la materia prima sia per chi si occupa della trasformazione. Per il fornitore della materia prima, come il gas o il petrolio, il vantaggio principale è la possibilità di valorizzare il proprio prodotto senza dover necessariamente investire in impianti di trasformazione complessi o assumersi i rischi operativi legati alla produzione di energia.

Si tratta di una forma di outsourcing della lavorazione, che permette di concentrarsi sull'estrazione e sulla fornitura, garantendo al contempo un flusso di entrate prevedibile.

Per il produttore o trasformatore, invece, il tolling significa poter accedere a materie prime senza l'onere di acquistarne grandi quantità in anticipo o di gestire la volatilità dei prezzi di mercato. Il corrispettivo pagato è legato alla trasformazione, non al valore finale dell'energia, il che riduce il rischio commerciale. Inoltre, permette di utilizzare al meglio la capacità produttiva degli impianti, mantenendoli operativi anche in periodi di bassa domanda o prezzi sfavorevoli.

Questo approccio è particolarmente utile nel contesto dei sistemi di accumulo energetico, dove il tolling può essere visto come un "noleggio" della capacità di stoccaggio, permettendo di massimizzare il valore generabile da questi asset valorizzare appieno le potenzialità.

Il Tolling nello storage e nelle rinnovabili

Il contratto di tolling, che in origine era più legato alla trasformazione di materie prime come il petrolio o il gas in prodotti finiti, oggi trova applicazioni sempre più ampie nel settore energetico. Un esempio concreto è quello dei sistemi di accumulo, come le batterie su larga scala. In questo caso, il proprietario della batteria (l'Asset Owner) mette a disposizione la sua capacità di stoccaggio a un'altra azienda (il Toller).

Quest'ultima, senza doversi preoccupare della gestione fisica dell'impianto, può immagazzinare energia quando costa meno e rivenderla quando il prezzo è più alto, oppure usarla per stabilizzare la rete. Questa flessibilità permette di valorizzare al meglio le fonti rinnovabili intermittenti, come il sole e il vento, che non sempre producono energia quando serve. Pensiamo anche agli impianti di cogenerazione, dove il tolling permette di ottimizzare la produzione di energia elettrica e termica fornendo il combustibile e ricevendo indietro il prodotto finito, pagando una tariffa per il servizio di trasformazione. In sostanza, il tolling aiuta a separare chi possiede l'impianto da chi gestisce commercialmente l'energia, rendendo il mercato più efficiente.

Tolling e accumuli in Italia

Il tolling potrebbe essere lo strumento giusto anche per il mercato italiano dei sistemi di accumulo, in fermento dopo l’asta del MACSE. Come sottolinea Optimize Energy, infatti, sviluppatori, fondi di investimento e IPP stanno valutando forme alternative di offtake per garantire la bancabilità dei progetti.

Il tolling agreement andrebbe infatti a coniugare stabilità dei flussi di cassa e valorizzazione del mercato. «Il Tolling Agreement sta raccogliendo consenso e sta diventando uno strumento molto utilizzato a livello europeo per finanziare progetti tramite la condivisione di rischio e rendimento tra il proprietario dell’impianto e l’operatore specializzato, chiamato dispiacciatore – spiega Pablo López de Rego Lage, country manager Italia Optimize Energy. Il tolling può assumere varie forme: da una gestione completamente affidata all’operatore, che si assume tutto il rischio operativo in cambio di una fee fissa, a formule intermedie con condivisione di rischio, autonomia e profitti, fino a una gestione in cui il rischio resta principalmente in capo al proprietario. L’obiettivo è trovare un equilibrio tra rischio e rendimento, consentendo al proprietario di ottenere finanziamenti (project finance) e all’operatore di sfruttare la volatilità dei prezzi per generare valore. Sicuramente si tratta di un modello che rende i progetti più bancabili, attraendo capitali istituzionali e favorendo l’espansione di un mercato ancora giovane ma cruciale per la transizione energetica».