La transizione energetica della Romania ha subito una forte accelerazione negli ultimi anni, trainata dagli ambiziosi obiettivi fissati dal Green Deal dell’UE e dal Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC), che punta a raggiungere il 38,3% di energia da fonti rinnovabili nei consumi finali entro il 2030.
Nel contesto della progressiva eliminazione delle obsolete centrali elettriche a carbone, gli ultimi cinque anni hanno visto una seconda ondata di progetti rinnovabili – principalmente solari ed eolici – sviluppati per sostituire i combustibili fossili e contribuire all’obiettivo dell’UE di un sistema elettrico completamente decarbonizzato e della neutralità climatica entro il 2050. Oggi, il 67% della capacità totale installata nel Paese proviene da fonti rinnovabili: l’idroelettrico rappresenta il 34%, l’eolico il 16% e il solare il 17%.
Slancio delle rinnovabili
Tra il 2011 e il 2013 i progetti eolici hanno dominato l’attenzione degli sviluppatori. Oggi, tuttavia, i progetti solari rappresentano la maggior parte delle nuove capacità sviluppate o entrate in esercizio.
A dimostrazione di questo cambiamento: la Romania dispone oggi di una capacità eolica installata pressoché invariata rispetto al 2014 (3 GW), mentre la capacità solare è più che raddoppiata nello stesso periodo, raggiungendo 3,3 GW nel 2025. Dei 26 GW di progetti eolici e solari attualmente in fase avanzata di sviluppo, progetti per un totale di 7 GW hanno ottenuto i permessi di costruzione dall’autorità di regolazione dell’energia e con ogni probabilità diventeranno operativi nei prossimi anni.
L’aumento dei progetti rinnovabili e della produzione intermittente non è stato privo di conseguenze. La capacità disponibile della rete si sta rapidamente esaurendo, spingendo le autorità ad adottare misure per affrontare le crescenti congestioni.
Nel 2025 è stata introdotta una nuova garanzia finanziaria pari al 5% della capacità installata come condizione per ottenere il permesso di connessione alla rete. Inoltre, a partire dal 2026, le regole di connessione alla rete hanno subito una trasformazione radicale: il precedente sistema “first come, first served” è stato sostituito da un meccanismo di assegnazione della capacità tramite aste, con le prime gare previste da ottobre 2026.
Accumulo di energia
Stimolato dalla rapida diffusione delle rinnovabili e dallo stress intrinseco che le fonti intermittenti esercitano sulla rete, anche il settore dell’accumulo energetico sta vivendo una rivoluzione. All’inizio del 2025 la Romania disponeva di soli 250 MW di capacità di accumulo installata.
I nuovi investimenti annunciati – per un totale di circa 2.000 MW di sistemi di accumulo stand-alone – oltre alle capacità di accumulo integrate in numerosi progetti eolici e solari, sono destinati a moltiplicare tale capacità nei prossimi tre anni.
Aiuti di Stato e meccanismo dei Contratti per Differenza
A differenza della fase iniziale del mercato locale delle rinnovabili (2011–2013), stimolata da un regime di aiuti di Stato molto generoso, l’attuale interesse per le rinnovabili appare più ampio e duraturo. Con il drastico calo dei prezzi delle apparecchiature eoliche e solari negli ultimi 15 anni, le decisioni di investimento sono oggi sempre più guidate dal mercato piuttosto che dalla prospettiva di incentivi.
Tuttavia, incentivi significativi sono stati stanziati attraverso il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) per sostenere le rinnovabili – in particolare eolico onshore e solare – e i sistemi di accumulo a batteria (BESS).
Il PNRR ha destinato circa 1,6 miliardi di euro alla componente Energia, di cui oltre 610 milioni di euro già assegnati a progetti eolici onshore e solari, 149 milioni ai BESS e oltre 140 milioni a progetti di idrogeno verde. Inoltre, nel 2024 sono stati lanciati due bandi nell’ambito del Fondo per la Modernizzazione per sostenere le fonti rinnovabili e l’accumulo energetico, con un budget complessivo di 815 milioni di euro.
Oltre agli incentivi in conto capitale concessi tramite PNRR e Fondo per la Modernizzazione, nel marzo 2024 la Commissione europea ha approvato un meccanismo di sostegno basato sui Contratti per Differenza (CfD) per la produzione di elettricità a basse emissioni. Il regime è concepito per sostenere un’ampia gamma di tecnologie, tra cui eolico onshore e offshore, solare, idroelettrico, nucleare, idrogeno e accumulo energetico.
Nella prima fase il meccanismo CfD ha stanziato un budget di 3 miliardi di euro per stimolare le rinnovabili attraverso contratti di 15 anni per nuovi progetti eolici onshore e solari, inizialmente puntando a una capacità di 5.000 MW tramite aste competitive.
Il regime ha suscitato ampio interesse di mercato: tre tornate d’asta sono state completate con successo nel 2024 e 2025, assegnando contratti CfD per l’intera capacità prevista.
Energia eolica offshore: una nuova frontiera
Un nuovo quadro giuridico per i progetti eolici offshore nel Mar Nero punta a capacità fino a 3 GW entro il 2035. Nei prossimi anni saranno avviate gare competitive per l’assegnazione dei permessi di esplorazione nelle aree offshore e potrebbe essere introdotto un regime di sostegno per facilitare la costruzione e l’esercizio dei parchi eolici offshore. Tuttavia, le scadenze iniziali per la mappatura delle aree offshore idonee sono state posticipate.
La normativa secondaria – comprese le regole tecniche, la connessione alla rete e le valutazioni di impatto ambientale – dovrebbe essere adottata nel prossimo periodo, con le prime aste previste a partire dal 2028.
Idrogeno: una strategia di lungo termine
Il PNRR della Romania ha evidenziato il ruolo fondamentale dell’idrogeno verde e a basse emissioni per il raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione dell’UE nel breve e medio termine. Riconoscendo l’importanza della diversificazione delle fonti rinnovabili, nel 2025 il Governo ha approvato la Roadmap della Strategia Nazionale per l’Idrogeno 2025–2030, con una prospettiva estesa al 2050.
La strategia mira a produrre annualmente 153.000 tonnellate di idrogeno rinnovabile entro il 2030, richiedendo oltre 2.100 MW di capacità di elettrolisi e 4.200 MW di nuova energia rinnovabile. L’attenzione principale è rivolta ai settori dei trasporti e dell’industria pesante.
La Strategia individua quattro segmenti chiave della futura catena del valore dell’idrogeno: produzione, stoccaggio, trasmissione e distribuzione, e diversificazione degli usi dell’idrogeno. Un ulteriore obiettivo fondamentale è lo sviluppo delle cosiddette “hydrogen valleys”, ecosistemi concentrati in specifiche aree geografiche che coprono l’intera catena del valore, dalla produzione e stoccaggio fino alla distribuzione e al consumo finale.
Centrali nucleari ed energia convenzionale
L’espansione accelerata del settore delle rinnovabili, in gran parte guidata da investimenti privati, è accompagnata dagli ambiziosi piani di sviluppo del Governo nel settore nucleare.
È in corso un programma per lo sviluppo di due unità aggiuntive a Cernavodă – l’unica centrale nucleare della Romania – realizzato da EnergoNuclear (EN), controllata di Nuclearelectrica (la società statale che gestisce l’impianto). Il progetto prevede il completamento della costruzione e la messa in servizio di due unità da almeno 724 MWe ciascuna, utilizzando la tecnologia nucleare CANDU.
Nuclearelectrica prevede inoltre di realizzare entro il 2030 il primo progetto nucleare romeno basato su piccoli reattori modulari (SMR) NuScale, con sei moduli per una capacità totale di 462 MWe.
Nel maggio 2022 Nuclearelectrica e NuScale hanno firmato un Memorandum of Understanding (MoU) per lo sviluppo del progetto e la decisione finale di investimento (FID) è stata approvata nel febbraio 2026. Nella prima fase, la Romania finanzierà un unico mini-reattore da 77 MW, dei sei previsti, mentre i restanti cinque saranno installati in fasi successive.
Nel settore dell’energia convenzionale, il progetto della centrale a gas di Mintia prevede la conversione di un’ex centrale a carbone da 1,285 GW in un impianto a ciclo combinato a gas (CCGT) ad alta efficienza da 1,7 GW.
Il progetto dovrebbe essere pienamente operativo entro la fine del 2026, diventando uno dei più grandi in Europa nel suo genere. Un altro progetto di centrale a gas da 430 MW è sviluppato da Romgaz, il maggiore produttore di gas della Romania, e dovrebbe entrare in funzione tra il 2026 e il 2027.
Nel complesso, il sistema energetico romeno sta attraversando una fase di trasformazione strutturale in cui, diversamente da molti mercati dell’Europa occidentale, la maggior parte dei segmenti della catena del valore è ancora in fase di sviluppo simultaneo.
L’espansione delle rinnovabili, la realizzazione di capacità di accumulo, l’adeguamento e digitalizzazione delle reti, i programmi nucleari e l’avvio delle iniziative legate all’idrogeno implicano un fabbisogno significativo non solo di capacità di generazione, ma anche di investimenti infrastrutturali, servizi di flessibilità, piattaforme di bilanciamento, soluzioni di storage e operatori industriali specializzati.
Nonostante i forti legami economici tra Italia e Romania, la partecipazione di operatori italiani al mercato energetico locale rimane finora contenuta rispetto ad altri investitori europei.
Tale circostanza appare particolarmente rilevante alla luce dei meccanismi di sostegno oggi disponibili – inclusi Contratti per Differenza, fondi del PNRR e del Fondo per la Modernizzazione – che, uniti alla crescita della domanda interna di elettricità e alla progressiva uscita dal carbone, stanno ridefinendo la struttura competitiva del settore.
Per gli operatori industriali, finanziari e infrastrutturali, la Romania si configura quindi non come un mercato maturo, bensì come un sistema energetico in costruzione, nel quale la configurazione futura degli operatori non è ancora consolidata. In questa fase, l’ingresso di nuovi soggetti può consentire di assumere posizioni industriali stabili lungo la catena del valore – dalla generazione allo storage, fino ai servizi di sistema e alle infrastrutture energetiche – con prospettive di lungo periodo difficilmente replicabili in mercati più saturi.
In tale prospettiva, la fase attuale della transizione energetica romena rappresenta una finestra temporale limitata: con il progressivo completamento delle prime aste CfD, lo sviluppo delle reti e l’avvio dei grandi progetti nucleari e offshore, il grado di apertura del mercato tenderà fisiologicamente a ridursi, favorendo gli operatori che avranno avviato la propria presenza nella fase iniziale del ciclo di investimento.