Addio al PUN: l'Italia verso i prezzi zonali dell'energia

l'Italia verso i prezzi zonali dell'energia

La Relazione Annuale AREA ha portato una notizia che molti operatori delle rinnovabili (e non solo) attendevano da tempo: sarà prossimamente superato il modello basato sul Prezzo Unico Nazionale (PUN), in favore dei prezzi zonali.

Questa riforma è una svolta strutturale per il mercato elettrico italiano, perché cambia le regole del gioco a favore dei consumatori. Il costo dell’energia andrà a dipendere infatti dall’effettiva disponibilità di fonti pulite nelle diverse macro-aree geografiche, permettendo ai consumatori di beneficiare direttamente della produzione locale di energia rinnovabile.

Una logica che consente anche di affrontare il tema spinoso degli effettivi vantaggi che gli impianti di energia rinnovabile portano al territorio: non basta il prezzo per gestire le spinte Nimby, ma sicuramente dà una mano.

Fine dell'era del prezzo unico

Il sistema energetico italiano è stato a lungo vincolato al Prezzo Unico Nazionale, un parametro che mediava i costi su tutto il territorio nazionale.

La forte dipendenza italiana dal gas ha però mantenuto il PUN italiano tra quelli più alti d'Europa. La nuova strategia di ARERA mira ad allinearsi agli standard europei, rendendo il mercato elettrico più aderente alla realtà produttiva locale.

Grazie all'aumento della quota di rinnovabili, che nel 2025 ha coperto il 48% del fabbisogno nazionale, il passaggio ai prezzi zonali permetterà di riflettere meglio la disponibilità reale di energia verde.

Le bollette sono in calo

La stessa AREA ha comunque documentato un calo relativo delle bollette pagae dai consumatori: «in Italia si è registrata una moderata riduzione del prezzo totale (-1,6%)», si legge nella Relazione.

Un calo del prezzo medio che, per i clienti Famiglia, era già cominciata già nel 2024: «la componente energia è rimasta praticamente invariata (-0,1%) dopo il forte calo registrato nel 2024 (-20,7%) mentre sono diminuiti del 5,8% i costi di reteı.

Meccanismi e dinamiche territoriali

Attualmente, l'Italia è suddivisa in 7 macro-zone (Nord, Centro-Nord, Centro-Sud, Sud, Calabria, Sicilia e Sardegna). Mentre all'ingrosso i produttori già operano secondo dinamiche zonali, il consumatore finale ha sempre pagato un prezzo medio nazionale.

Con la riforma, le zone caratterizzate da una maggiore produzione di energia eolica e fotovoltaica beneficeranno di costi inferiori.

Al contrario, le aree a forte consumo o con vincoli infrastrutturali potrebbero assistere a uno scenario di prezzi più elevati, incoraggiando così nuovi investimenti in efficienza e potenziamento della rete.

Il ruolo strategico della flessibilità

Il presidente di ARERA, Nicola Dell’Acqua, ha sottolineato come la vera sfida risieda nella "flessibilità". Non si tratta solo di scegliere il fornitore migliore, ma di incentivare comportamenti attivi come l'autoconsumo, la partecipazione alle comunità energetiche e la gestione intelligente della domanda.

L'Autorità mira a rimuovere le barriere all'ingresso per nuovi aggregatori, favorendo l'integrazione di sistemi di accumulo e tecnologie digitali che rendano il sistema meno dipendente dagli shock di mercato dei combustibili fossili.

Prospettive future per il settore

La proposta ha ricevuto riscontri positivi dagli operatori del settore, che vedono in questo cambiamento un passo necessario verso la modernizzazione. Le imprese energivore potrebbero essere spinte a localizzarsi vicino alle fonti di energia più economiche, mentre Terna sarà incentivata a ottimizzare la capacità delle reti esistenti mediante tecnologie digitali.

«Il nostro mercato elettrico è nato in un'altra epoca, superare il PUN è la via per tagliare le bollette con le rinnovabili – ha commentato Giorgio Tomassetti, CEO Octopus Energy Italia. Il mercato elettrico italiano è stato costruito in un'altra epoca, quando l'energia veniva prodotta da pochi grandi impianti e i cittadini erano considerati utenti passivi, destinatari di una bolletta da pagare più che consumatori in grado di scegliere e contribuire al funzionamento del sistema. Accogliamo con favore le parole del Presidente di ARERA sul superamento graduale del PUN e sui prezzi zonali: è la direzione giusta per permettere ai consumatori di beneficiare davvero dell'energia rinnovabile a basso costo già oggi disponibile nel nostro Paese».