AIGET favorevole alla riduzione dei costi fissi sulle bollette energetiche

aiget costi bollette

Il segnale che arriva dal Governo in materia di riduzione dei costi fissi che gravano sulle bollette energetiche è accolto positivamente da AIGET, che da tempo richiede una riconsiderazione degli oneri non riconducibili all’effettivo consumo di energia.

Secondo l’Associazione Italiana di Grossisti di Energia e Trader (AIGET), il provvedimento può rappresentare una boccata di ossigeno per i consumatori e favorire la ripresa delle attività delle PMI, i cui costi in bolletta sono gravati anche da oneri fissi non riconducibili al consumo effettivo di energia. La riduzione delle voci improprie può favorire un maggiore efficientamento dei consumi.

Tra le voci in bolletta figurano costi diversi, raggruppati in due categorie. La prima, Asos, comprende oneri di sistemi destinati al sostegno delle energie da fonti rinnovabili e alla cogenerazione. La seconda, Arim, comprende oneri di sistema destinati a una serie di incentivi, quali:

  • bonus elettrico;
  • incentivazione della produzione ascrivibile a rifiuti non biodegradabili;
  • messa in sicurezza del nucleare e misure di compensazione territoriale;
  • agevolazioni tariffarie riconosciute per il settore ferroviario;
  • sostegno alla ricerca di sistema;
  • integrazioni delle imprese elettriche minori;
  • promozione dell’efficienza energetica.

AIGET chiede da tempo una riconsiderazione di tali costi e soprattutto di quelli che meno hanno a che fare con l’energia.

«Le Istituzioni hanno colto il problema e quindi osserviamo con soddisfazione il provvedimento – afferma Massimo Bello, Presidente di AIGET – Tuttavia, questo deve essere un punto di partenza per andare definitivamente verso lo spostamento dei costi impropri sulla fiscalità generale, magari attraverso una clausola di salvaguardia, che preveda un tetto massimo oltre il quale questi costi non possono salire. Se pensiamo ad esempio al gas, in bolletta il costo della materia prima è circa un terzo rispetto al totale, gli altri due terzi sono costi fissi. Ebbene partendo da questo principio non possiamo che augurarci che il problema possa essere considerato in modo permanente e strutturale, a prescindere dalla situazione eccezionale in cui versa attualmente il nostro paese. Vanno, infine, considerati altri due aspetti: uno di trasparenza, perché significa comunicare ai contribuenti l’esatta imputazione di costi, attribuendo a specifici provvedimenti gli interventi di politica fiscale; l’altro invece attiene ad effetti indesiderati che può causare una bolletta oversize, visto che i consumi energetici entrano nel paniere di consumo».