Alla rete di distribuzione elettrica servono 6 miliardi di investimenti in 10 anni

Alla rete di distribuzione servono 6 miliardi in 10 anni

6 miliardi di euro di investimenti in un decennio, capaci di generare 13 miliardi annui di benefici per il Paese. È quanto serve alla rete di distribuzione elettrica nazionale per essere pronta alla sfida della transizione energetica, secondo uno studio che The European House Ambrosetti (TEHA) ha presentato a Cernobbio uno studio, in collaborazione con Enel.

Perché la rete di distribuzione, come noto, ha un ruolo chiave per gestire il cambiamento di assetto già in corso nel sistema elettrico, in linea con gli obiettivi di sviluppo delle energie rinnovabili.

Le sfide della rete

La Commissione Europea ha fissato obiettivi molto ambiziosi per il 2050, chiedendo ai Paesi membri di raddoppiare il tasso annuo di installazione di FER rispetto alla media degli ultimi 5 anni. Arrivando così a coprire il 60% dei consumi finali dell’Unione con fonti rinnovabili.

La rete di distribuzione si trova a sostenere sia la crescita imponente degli impianti FER distribuiti sul territorio, sia una maggiore elettrificazione dei consumi finali, pensiamo alla mobilità, al riscaldamento e agli elettrodomestici. In Italia, oltre il 70% della capacità rinnovabile addizionale in installazione da qui al 2030 verrà connessa alla rete di distribuzione.

E un’altra sfida viene dal ruolo di prosumer dei consumatori finali. Nel 2023 in Italia sono state effettuate oltre 370 mila connessioni, 7 volte il numero registrato 10 anni fa, a riprova dell’importanza che sta assumendo la generazione elettrica decentralizzata, con impianti di produzione di energia relativamente più piccoli e più vicini ai consumatori finali. Il flusso elettrico è sempre più bi-direzionale e ai consumatori si aggiungeranno anche le automobili elettriche, con il ruolo di “storage” di energia.

Infine, il cambiamento climatico stesso è una minaccia alla rete di distribuzione. I fenomeni meteorologici esterni sono un serio rischio, perché possono creare danni e interrompere il servizio elettrico. Servirà, quindi, anche migliorare la resilienza della rete.

Lo stato attuale

Lo studio di TEHA evidenziale che l’attuale assetto della rete italiana è piuttosto solido: si classifica prima, a livello europeo, per economicità degli oneri di rete e per tasso di penetrazione e funzionalità degli smart meter. Il sistema normativo e regolatorio, sottolinea lo studio, è adeguato.

Servono, però, nuovi investimenti per fare fronte alle sfide in corso e a quelle future. All’Italia servono 6 miliardi di euro nei prossimi 10 anni, che potrebbero generare oltre 13 miliardi di euro di valore aggiunto nel sistema, ogni anno. Creando, inoltre, 170mila posti di lavoro per 12 miliardi di euro di redditi.

Il sistema normativo e regolamentare dovrà continuare a supportare lo sviluppo della rete, evitando di creare potenziali freni agli investimenti.

«Alla luce dei cambiamenti in atto nel sistema elettrico e di quelli richiesti per raggiungere la decarbonizzazione, il consolidamento e sviluppo della rete di distribuzione come mezzo essenziale per abilitare questa evoluzione è di fatto al centro del dibattito energetico attuale – commenta Gianni Vittorio Armani, Direttore Enel Grids and Innovability di Enel. Per sostenere questa nuova importante fase di sviluppo della rete di distribuzione attraverso capitale investito e innovazione, è necessario garantire un assetto in continuità che permetta una stabilità finanziaria e una gestione sostenibile per gli operatori della rete di distribuzione».

«Il progressivo aumento della generazione distribuita da fonti rinnovabili e la maggiore elettrificazione dei consumi finali richiedono che la rete di distribuzione elettrica sia adeguata e abiliti una transizione senza strappi – aggiunge Lorenzo Tavazzi, Senior Partner e Board Member di The European House - Ambrosetti e TEHA Group. L’evoluzione del sistema elettrico e il ruolo della distribuzione richiedono nuovi importanti investimenti nella rete per garantire la continuità delle performance: in Italia nei prossimi 10 anni saranno previsti circa 6 miliardi di Euro di investimenti all’anno, che potranno attivare rilevanti impatti diretti, indiretti e indotti nell’economia del Paese».