Ci sono diverse ragioni per produrre batterie per auto elettriche in Europa. La prima è l’indipendenza produttiva: Covid e conflitti hanno inflitto un duro shock a una globalizzazione in cui in molti dubitano e dipendere dalla produzione esterna non sembra una buona idea in nessun ambito economico.
Ma un secondo fattore, secondo uno studio condotto da Transport & Environment (T\&E), è ambientale: le batterie Made in EU potrebbero essere fino al 60% meno inquinanti rispetto a quelle fabbricate in Cina.
Che cosa dice il report
L'analisi evidenzia che insediare le supply chain della mobilità elettrica e della produzione di batterie in Europa, sfruttando l'elettricità rinnovabile per i processi produttivi, permetterebbe di ridurre l'impronta di carbonio delle batterie fino al 62%.
Questo dato diventa ancora significativo considerando che l'attuale produzione in UE è ancora relativamente bassa rispetto alla domanda interna.
Il ruolo dell'Europa
L'analisi di T\&E afferma che l'Europa avrebbe il potenziale per produrre oltre la metà della sua domanda di catodi entro il 2030, ma attualmente mancano gli impianti necessari per raggiungere questo obiettivo.
E quelli in costruzione non vanno considerati come una garanzia: l’analisi considera “sicura” meno della metà dei progetti pianificati per produrre batterie agli ioni di litio. La maggioranza di essi, infatti, è a rischio di ritardo o di cancellazione.
Vale ad esempio il caso di Italvolt, in Italia, che ha drasticamente ridotto la capacità produttiva pianificata nel nostro Paese. Gli impianti in via di sviluppo, comunque, potrebbero contribuire a rafforzare il ruolo europeo in questo ambito.
A patto che le autorità pubbliche aumentino sforzi e investimenti per sostenere queste iniziative.