Inaugurato il raddoppio del biodigestore di Cairo Montenotte

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È stato inaugurato il 1 ottobre il raddoppio dell’impianto di trattamento dei rifiuti organici di Cairo Montenotte, in località Ferrania.

I lavori di ampliamento dell’impianto, operativo dal 2016, hanno interessato due anni di cantiere per un investimento complessivo di 16,6 milioni di euro e hanno portato al raddoppio della capacità di trattamento da 45mila a 80mila tonnellate/anno.

Nel nuovo impianto sono presenti tecnologie che consentono, attraverso il telecontrollo, anche una gestione a distanza, garanzia di sicurezza e di tempestività di intervento in caso di necessità.

Il rinnovato biodigestore potrà trattare 60.000 t/anno di Frazione Organica dei Rifiuti (FORSU) rispetto alle precedenti 30.000 t/anno e 20.000 t/anno di verde (sfalci e potature) rispetto alle precedenti 15.000 t/anno.

Come funziona il biodigestore di Cairo Montenotte

Attraverso il trattamento della frazione organica dei rifiuti (FORSU) mediante il processo di digestione anaerobica, il biodigestore è in grado di produrre annualmente 6 milioni di metri cubi di biometano da immettere nella rete Snam, mentre tramite un processo di digestione aerobica il materiale organico viene trasformato in compost di alta qualità destinato a diversi tipi di culture e aziende agricole.

La produzione annua di compost è di 10.000 tonnellate (un quantitativo utile a. fertilizzare circa 500 ettari di terreno), che vengono consegnate a diverse aziende agricole in Liguria e Piemonte.

All’interno del complesso da 26mila mq avviene il ricevimento del rifiuto organico, il pretrattamento finalizzato alla separazione dei materiali, il trattamento anaerobico, l’estrazione del biometano, la disidratazione e il successivo avvio in biocelle della frazione organica digerita per la realizzazione del compost.

Il biodigestore diventa così motore di un ciclo virtuoso che consente la riduzione dei costi sullo smaltimento del rifiuto organico a favore delle amministrazioni pubbliche, significativi benefici nei confronti dell’ambiente e del territorio, la drastica riduzione dei conferimenti in discarica e la trasformazione del materiale organico in biometano da fonte rinnovabile. A questo si aggiunge una significativa riduzione di emissioni e dell’effetto serra, la produzione di compost di prima qualità riutilizzabile sul territorio e la possibilità per i comuni coinvolti di evitare “esportazioni” di rifiuti fuori regione.

È conferita in questo impianto metà della frazione organica raccolta nella Città Metropolitana di Genova, la quasi totalità di quella raccolta nei comuni Savonesi oltre che una parte di quanto raccolto nell’Imperiese. A seconda della stagionalità anche una parte dell'organico raccolto in provincia di La Spezia, viene dirottato sull’impianto.

«L’importante investimento che Iren ha destinato all’ampliamento e ammodernamento di questo impianto – ha dichiarato l’Amministratore Delegato di Iren Gianni Vittorio Armani - è la testimonianza concreta di quanto sostenibilità ed economia circolare siano elementi fondanti della mission aziendale. Attraverso la nostra Business Unit Ambiente gestiamo 70 impianti di trattamento, recupero e stoccaggio di rifiuti e intendiamo rafforzare ulteriormente la nostra leadership nel campo ambientale grazie ad una ulteriore crescita degli investimenti dedicati al settore che illustreremo le prossime settimane, in occasione della presentazione del nuovo piano industriale di Gruppo».

«Il biodisgestore di Cairo Montenotte - ha aggiunto il Presidente di Iren Renato Boero – costituisce un ulteriore importante tassello della crescita impiantistica del nostro gruppo e dimostra come l’innovazione e la tecnologia possano produrre eccellenti risultati sia in termini industriali che ambientali, garantendo servizi di qualità ai territori e positive ricadute sull’ambiente e sulla economia delle aree in cui operiamo».