Le ondate di calore che stanno stringendo d’assedio l’Italia e l’Europa stanno mettendo a dura prova il sistema elettrico nazionale. I frequenti blackout registrati negli ultimi giorni in diverse città sono il sintomo più visibile di una rete sotto stress cronico, schiacciata tra il boom di consumi legati ai condizionatori e temperature così elevate da compromettere l'efficienza delle stesse infrastrutture di distribuzione.
Nel dibattito pubblico si sta così facendo strada il tema delle reti elettriche e della loro qualità.
L'energia è male distribuita
C'è chi, come Giorgio Tomassetti, CEO di Octopus Energy Italia, ha ricordato che l'ultimo Summer Outlook 2026 di ENTSO-E ha confermato che l'Italia non ha un problema di carenza strutturale di energia in estate. Il problema è casomai che la produzione non segue i consumi: tardo pomeriggio e ore serali vedono infatti una intensa domanda, anche a causa dei condizionatori, che ci espone al rischio di ripetuti blackout. Durante la giornata, invece, abbiamo fasce orarie con abbondante produzione rinnovabile, praticamente a costo zero, che viene sprecata.
«Il problema dei black out estivi non è la mancanza di energia in Italia: il vero punto debole è l'ultimo miglio, cioè la rete di distribuzione cittadina - commenta Tomassetti. Il nodo è che gestiamo una rete moderna con criteri del secolo scorso, pensati per un sistema centralizzato e rigido, mentre oggi abbiamo a disposizione tecnologie e strumenti avanzati, basati sulla flessibilità della domanda e su algoritmi intelligenti, in grado di far adattare il sistema in tempo reale ai picchi di consumi. Lo abbiamo dimostrato con i nostri programmi di flessibilità, con cui invitiamo le persone a spostare o concentrare i consumi in determinate fasce per ridurre lo stress sulla rete e avere benefici in bolletta e da cui abbiamo avuto risposte di partecipazione straordinaria: il consumatore non deve limitarsi a subire le criticità di un sistema obsoleto, ma può diventare parte attiva e integrante di un nuovo paradigma energetico, e può essere pagato per farlo».
Qualità e approviggionamento
«Quando si parla di blackout - aggiunge invece Filippo Borea, Amministratore Delegato di ICOPOWER - si pensa quasi esclusivamente alla quantità di energia disponibile. In realtà, altrettanto importante è la qualità dell'energia che alimenta gli impianti. Le variazioni di tensione, le microinterruzioni e le anomalie elettriche possono provocare danni, inefficienze e fermi produttivi anche quando la rete continua formalmente a funzionare».
Cosa succede con il caldo estremo?
Secondo ICOPOWER, i cambiamenti climatici stanno modificando profondamente il modo in cui il sistema elettrico viene utilizzato. Le ondate di calore sempre più frequenti concentrano la domanda energetica nelle stesse fasce orarie e aumentano lo stress delle infrastrutture, rendendo necessario un approccio orientato alla resilienza energetica.
«In futuro - prosegue Borea - non sarà sufficiente produrre più energia. Sarà indispensabile utilizzarla meglio e proteggere gli impianti dagli effetti delle anomalie della rete. La Power Quality rappresenta oggi uno degli strumenti più efficaci per migliorare l'affidabilità degli impianti elettrici, ridurre gli sprechi energetici e limitare il rischio di interruzioni e fermi operativi. Il caldo estremo di queste settimane - conclude Borea - dimostra che la sicurezza energetica non dipende soltanto dalla disponibilità di energia, ma anche dalla capacità di gestirla con qualità, efficienza e resilienza».
Perché puntare sulla Power Quality
Le soluzioni per la Power Quality consentono quindi di stabilizzare la tensione di alimentazione, mitigare numerose anomalie elettriche e aumentare la continuità operativa degli impianti industriali e del terziario, contribuendo a rendere imprese e infrastrutture più resilienti in un contesto caratterizzato da una crescente pressione sulla rete elettrica.