Caro-bollette, allarme di ARTE: “Serve una riforma strutturale, basta bonus al settore”

Caro-bollette, allarme di ARTE

In una situazione di forte instabilità geopolitica, la transizione energetica, sempre più al centro delle politiche comunitarie, rischia di trasformarsi in un onere insostenibile per cittadini e imprese se non si affronta il paradosso dei costi.

È questo l’allarme lanciato dall’Associazione Reseller e Trader di Energia (ARTE) che, durante il corso della sua IV Assemblea dal titolo “Le rotte dell’energia: nel mare della transizione navigare è un’Arte”, ha solleva una riflessione critica sulla reale sostenibilità sociale del percorso di decarbonizzazione intrapreso dall’Unione Europea.

In Italia il costo dell’energia più caro in Europa

Secondo l’Associazione, senza un reale riallineamento dei costi energetici, il passaggio alle fonti rinnovabili rischia di generare nuove forme di esclusione economica, minando la competitività del sistema produttivo e il potere d’acquisto delle famiglie.

«Stiamo affrontando una tempesta energetica perfetta» – ha commentato all’apertura dei lavori Marco Poggi d’Angelo, Presidente Arte.

Diego Pellegrino, portavoce di ARTE, ha invece sottolineato come «l’Italia spendeva ad inizio anno 2026 ben 128.1 Euro a kWh mentre a marzo 2026 il prezzo è ulteriormente salito a 142.99 Euro kWh. Gli arti Paesi europei, invece, hanno un tariffario pressoché invariato. Questo significa che la sicurezza energetica è ancora un problema attuale».

Stando ai dati presentati, l’Europa ha quindi l’energia più cara al mondo. «In questa cornice - ha domandato provocatoriamente Pellegrino - la transizione energetica può essere socialmente sostenibile? Le rinnovabili possono essere veramente la soluzione? Non siamo certo contro questo percorso, ma quando si parla di energia alternativa molto spesso non si menziona che per far funzionare un sistema di energia emergente bisogna altresì citare le reti, gli accumuli, le capacità di backup, gestione della volatilità. Tutte voci che fanno lievitare le voci in bolletta».

Pellegrino: “I trader sono come le banche”

Secondo l'Associazione, i trader e i reseller agiscono come garanti della concorrenza sui territori, ma in questa fase di mutamento e instabilità non è più sufficiente gestire l’emergenza.

«Nel sistema italiano gli operatori della vendita sonno diventati il sistema di garanzia dell’intera filiera. Noi stiamo sconvolgendo una funzione di banca del sistema energetico. È indispensabile che l'intera filiera sia funzionale, snella e allineata agli obiettivi di sviluppo del Paese» - ha continuato Pellegrino.

Per queste ragioni, ARTE chiede interventi strutturali che superino definitivamente la logica dei bonus temporanei, puntando invece su una semplificazione normativa che consenta agli operatori di trasferire efficienza direttamente ai consumatori finali.

Il messaggio dell’associazione è chiaro, gli operatori sono «i motori del cambiamento, ma per guidare questa transizione serve un ecosistema che non penalizzi chi garantisce la fornitura energetica in un contesto di alto rischio finanziario e operativo», ha sottolineato Pellegrino.

Le risposte delle istituzioni

Il blocco dell’import di gas russo e ora il nuovo conflitto in Medio Oriente ha riacceso quindi il dibattito su come realizzare una fattiva quanto efficace sicurezza energetica.

Per Luca Squeri, del Dipartimento Energia di Forza Italia «la situazione strutturale energetica italiana è molto sbilanciata. Abbiamo una dipendenza energetica che deriva per l’80% da combustibili fossili e di questo 80% oltre il 90% è importato. Più usiamo il gas più subiamo conseguenza negative. Si dovrebbe puntare ad una autonomia strategica, non solo a livello italiano, ma anche europeo. C’è quindi bisogno di costruire un mix energetico ben sapendo che il gas ancora molto importante».

Dello stesso parere anche Silvia Fregolent, Vicepresidente Commissione Industria del Senato (Italia Viva), secondo la quale il «nostro Paese affronta il problema di un mix energetico insufficiente. Questo pone l’Italia ad un rischio permanente». Anche Alberto Pandolfo, della Commissione Attività Produttive Camera (Partito Democratico), ha sottolineato come “dobbiamo puntare alla sovranità energetica conn l’obiettivo di essere il più possibile indipendenti. Transizione significa porre un giusto mix energetico che sfrutti tutte le diverse realtà, fossili e green, che producano energia”.

Dobbiamo ricorrere al nucleare?

Alberto Gusmeroli, Presidente Commissione Attività Produttive Camera (Lega), ha puntato invece l’attenzione sulla valorizzazione delle fonti energetiche già presenti sul territorio italiano.

«Dal petrolio in Basilicata al gas in Adriatico fianco al revamping delle centrali idroelettriche, abbiamo la possibilità di produrre energia noi stessi abbattendo così i costi. In Commissione Attività Produttive metteremo sul tavolo dei lavori un DL che dibatta un ritorno al nucleare. Questo cammino, tuttavia, dovrà essere accompagnano da una campagna di informazione in materia».

Sul nucleare è tornato anche Riccardo Zucconi, Segretario di Presidenza della Camera (Fratelli d’Italia), secondo cui «il campo dell’energia è quello che sta accomunando tutti i più recenti conflitti. Da questa base dobbiamo dibattere, senza ideologizzazioni e in maniera franca, su un ritorno all’atomo».

Per ora è importante un giusto mix energetico

Come abbassare quindi le bollette? Per Giuseppe Zollino, «le rinnovabili potranno sì far abbassare il costo dell’energia, ma in maniera lieve. Questo perché rimane la dipendenza del gas. Non possiamo essere un paese autarchico dal punto di vista energetico, ma dobbiamo usare in maniera intelligente le nostre tecnologie per tenere basso il costo dell’energia. Nel costo finale della bolletta dobbiamo considerare tutte le componenti finali che non riguardano solo l’energia tout court. La bolletta lievita , quindi, se andiamo a sbagliare il mix».

Al termine dei lavori, l’Associazione ha annunciato una donazione di 20.000 Euro destinata al reparto di Oncologia Pediatrica dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma, a testimonianza dell’impegno non solo verso le sfide energetiche del Paese, ma anche verso le comunità e le persone più vulnerabili.