Cessione Crediti Fiscali: il decreto, i punti aperti e le reazioni

cessione crediti fiscali

Nuovo decreto e giro di vite del Governo sul mercato dei crediti fiscali dai vari bonus edilizia. L’esecutivo ha infatti deciso uno stop alla cessione dei crediti e allo sconto in fattura e volta completamente pagina anche sul capitolo dei bonus edilizi, superbonus compreso.

Da Palazzo Chigi fanno sapere che il nuovo decreto approvato non porta a un blocco immediato, perché i lavori già avviati avranno ancora a disposizione la possibilità di liquidare i bonus. Tuttavia la decisione ha scosso non poco gli animi degli addetti ai lavori oltre che di alcune frange della maggioranza.

Nello specifico, il nuovo decreto blocca l’esercizio di tutte le cessioni e gli sconti in fattura per tutte le tipologie di bonus edilizi. D'ora in avanti per i nuovi interventi edilizi resta solo la strada della detrazione d’imposta.

Cessione crediti e sconto in fattura: che cosa è cambiato

Come ha spiegato in una notapresidente di Caf Cia, Nicola Antonio Sichetti, al 17 febbraio 2023 non sono più consentiti lo sconto in fattura o la cessione del credito per gli interventi di:

  • recupero del patrimonio edilizio;
  • efficientamento energetico degli edifici;
  • adozione di misure antisismiche;
  • recupero o restauro della facciata degli edifici esistenti;
  • installazione di impianti fotovoltaici;
  • installazione di colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici
  • superamento ed eliminazione di barriere architettoniche.

Chi può ancora cedere il credito o avere lo sconto in fattura

Lo sconto in fattura e la cessione del credito sono ancora disponibili per:

  • interventi di efficientamento energetico;
  • sisma bonus;
  • fotovoltaico;
  • installazione di colonnine di ricarica per veicoli elettrici

se il 17 febbraio erano in una di queste condizioni:

  • per gli interventi diversi da quelli effettuati dai condomìni, risulti presentata la comunicazione di inizio lavori asseverata (CILA);
  • per gli interventi effettuati dai condomìni, risulti adottata la delibera assembleare che ha approvato l'esecuzione dei lavori e risulti presentata la comunicazione di inizio lavori asseverata (CILA);
  • per gli interventi comportanti la demolizione e la ricostruzione degli edifici, risulti presentata l'istanza per l'acquisizione del titolo abilitativo

e questo indipendentemente dal fatto che i lavori siano iniziati o da iniziare.

Oppure per tutti gli altri lavori, iniziati o da iniziare, che al 17 febbraio 2023 erano in queste condizioni

  • risulti presentata, se necessario, la richiesta del titolo abilitativo;
  • per gli interventi per i quali è prevista la presentazione di un titolo abilitativo, siano già iniziati i lavori;
  • risulti regolarmente registrato il contratto preliminare, ovvero stipulato il contratto definitivo di compravendita dell'immobile, nel caso di acquisto di unità immobiliari.

Colpiti i bonus energia

Il benservito del Governo arriva anche sui bonus energia. Il decreto mette in soffitta le prime cessioni di tutti i bonus energia e azzera i riferimenti alla cessione dei crediti nelle norme sull’efficientamento energetico degli immobili. Colpiti anche i crediti per la ristorazione, di quelli legati alla super Ace, i bonus per le imprese turistiche e per le agenzie di viaggio.

La maggioranza promette tuttavia di trovare una soluzione per lo smaltimento dei crediti ancora in pancia a famiglie e aziende, si parla di ipotesi cartolarizzazione per i crediti fiscali, con un chiarimento in via normativa circa i comportamenti che escludono la responsabilità di chi acquista.

Una delle novità è la decisione del Governo di bloccare, praticamente sul nascere, tutte le operazioni di acquisto dei crediti derivanti dal superbonus e dagli lavori di ristrutturazione edilizia da parte della Pubblica Amministrazione.

Cessione Crediti Fiscali e Responsabilità Acquirenti: quali documenti servono

Il nuovo decreto in materia di crediti fiscali, oltre stravolgere il superbonus, mette mano anche sulla responsabilità di chi acquista i bonus fiscali. Banche in primis.

Stando al decreto, basta presentare dieci dieci documenti in grado di annullare la responsabilità solidale degli acquirenti. L’esecutivo riprende direttamente la circolare n.33/e del 2022 dell’Agenzia delle Entrate, con la quale si era provveduto a limitare le responsabilità dei fornitori che applicano lo sconto in fattura e dei cessionari dei crediti. In sintesi, chi presenta una serie di documenti è protetto da eventuali contestazioni.

Quali i documenti da presentare?

Secondo il decreto, l’elenco dei documenti comprende:

  1. il titolo edilizio abilitativo dell’intervento (come la Cilas o una dichiarazione sostitutiva in caso di interventi in edilizia libera);
  2. la notifica preliminare alla Asl;
  3. documentazione fotografica e\o video, su file geolocalizzato con firma digitale del direttore dei lavori, sulle opere realizzate;
  4. la visura catastale dell’immobile oggetto di interventi o la domanda di accatastamento;
  5. le fatture, le ricevute e tutti i documenti che provano le spese sostenute;
  6. le asseverazioni dei requisiti tecnici e della congruità delle spese;
  7. la delibera condominiale, in caso di lavori su parti comuni; gli attestati di prestazione energetica, in caso di lavori di efficientamento;
  8. il visto di conformità che attesti la sussistenza dei presupposti che danno diritto alla detrazione; l’attestazione sul rispetto degli obblighi antiriciclaggio.

Grazie a questi documenti, qualora sopraggiungessero problemi, l’acquirente sarà libero da responsabilità nei confronti del venditore.

Inoltre, la liberatoria vale anche per i correntisti partite Iva che, con le quinte cessioni, acquisiscono crediti di imposta dagli istituti di credito. Per questa categoria è sufficiente dimostrare un’attestazione di possesso, da parte della banca, di tutta la documentazione elencata dal decreto.

Non ancora sciolto il nodo dei crediti sotto sequestro

La correzione tuttavia non interviene in materia di sequestri. Come sottoscritto da diverse sentenze della Cassazione infatti, i sequestri di crediti fiscali oggetto di sospette frodi possono colpire tutti gli acquirenti, anche in buona fede. Tuttavia, il rischio segnalato dall’Abi, è che i crediti oggetto di inchieste in ambito penale possano essere congelati nei cassetti fiscali di chi li ha comprati.

Il commento di SENEC Italia: attenzione agli stop & Go

“Questo decreto rappresenta contemporaneamente una bella e una cattiva notizia per tutto il comparto dell’edilizia e impiantistica, incluso il fotovoltaico – commenta Vito Zongoli, Amministratore Delegato di SENEC Italia. Da un lato, eliminando la responsabilità in solido per i cessionari del credito d’imposta, in presenza di un dato set documentale, contribuirà a sbloccare una situazione che era rimasta ferma per troppo tempo, mettendo a rischio centinaia e migliaia di imprese. Dall’altro, lo stop alla cessione del credito in futuro arresta quello che è stato il vero motore del Superbonus e cioè non la detrazione in sé, ma appunto il meccanismo che consente lo sconto in fattura. In questo modo si rischia di rallentare non solo il Superbonus, ma anche le altre detrazioni fiscali in atto, così necessarie per favorire gli interventi di efficientamento energetico e di transizione alle rinnovabili. A questo va aggiunto il fatto che, se è pur vero che in teoria lo stop riguarda solo gli interventi futuri, in pratica esso andrà a impattare anche su tutti quei lavori già contrattualizzati ma che, alla luce della nuova legge, non risultano in essere perché non ancora fatturati o non corredati da titolo abilitativo. In generale, sono auspicabili misure meno drastiche, capaci di modificare in modo graduale le situazioni esistenti e di contemplare in modo efficace tutte le situazioni intermedie, in modo da consentire un andamento più regolare al nostro settore che è in balia di continui alti e bassi e stop and go”.

La preoccupazione di AIRES

Esprime preoccupazione AIRES, Associazione Italiana Retailer Elettrodomestici Specializzati, tramite il presidente Davide Rossi.“Comprendiamo pienamente le ragioni di finanza pubblica che impongono di mettere mano alla materia, ma è indispensabile neutralizzare immediatamente gli effetti del decreto che danneggiano le imprese serie e i consumatori onesti. Avrebbe molto più senso e darebbe certezza agli operatori che il provvedimento entrasse in vigore solo dopo la definitiva conversione in Legge e dopo una completa definizione da parte del MEF e della Agenzia delle Entrate di tutti i profili applicativi”.

Rete Irene: cancellata la programmazione della riqualificazione energetica e sismica

“Le imprese del settore comprendono la posizione del legislatore, ovvero le esigenze di tutela della finanza pubblica e apprezzano lo sforzo di rimettere in moto la circolazione dei crediti fiscali. - commenta Manuel Castoldi, Presidente di Rete IRENE. Desta però grande preoccupazione e non può essere accettato, che attraverso un provvedimento lampo, venga cancellata la possibilità di programmare il futuro della riqualificazione energetica e sismica del nostro Paese. È necessario comprendere che in questo modo vengono colpiti anzitutto i ceti più bisognosi, quelli che vivono nelle realtà periferiche delle grandi città, che solo grazie allo strumento della cessione del credito e dello sconto in fattura possono permettersi di programmare interventi nelle loro case. Chiediamo che possano essere avviate al più presto interlocuzioni del Governo con tutte le parti economiche e sociali in causa. Rimane infatti l’esigenza di una strategia che consenta di raggiungere gli obiettivi fissati a livello europeo e tutelare una filiera importante che in questi anni ha garantito crescita e occupazione”.