Digital twins: in Italia potrebbero generare 12 miliardi di euro (4,5 punti di PIL)

digital twin usi in italia

C’era una volta l’uomo da sei milioni di dollari. Oggi ci sono i gemelli digitali e di milioni potrebbero valerne 12. Nel nostro Paese, il ricorso sistematico alla tecnologia del digital twin potrebbe arrivare a generare un aumento del Pil nell’ordine del 4,5%, percentuale che tradotta in numeri ammonta appunto a 12 miliardi di euro: il valore dell’intera filiera tessile italiana o del comparto aeronautico e aerospaziale.

Anche sul fronte della decarbonizzazione, l’impatto sarebbe di vasta portata, consentendo di abbattere le emissioni del 7% rispetto ai valori del 2021: la stessa riduzione che si otterrebbe se fosse possibile azzerare nel giro di un anno le emissioni agricole del nostro paese. E ancora, si potrebbero ridurre i costi della bolletta energetica nazionale di una quota compresa tra il 16 e il 33%.

Le stime emergono dallo studio “Digital Twins for the Twin Transitions”, realizzato da Atos Italia in partnership con The European House – Ambrosetti e presentato venerdì 10 febbraio a Milano.

Nel 2030 un mercato globale da 155 miliardi di dollari

La ricerca ha censito oltre 60 casi d’uso reperiti in letteratura e ha interpellato direttamente più 20 aziende e istituzioni, riunite in ampio confronto intorno a due tavoli di lavoro dedicati a sostenibilità e innovazione. È stata condotta anche una survey che ha coinvolto un campione di oltre 200 imprese misurandone gli orientamenti in materia di diffusione, potenzialità e ostacoli di questa importante tecnologia.

Potenzialità che si annunciano davvero enormi: quello del digital twin è un mercato in forte crescita, il cui valore globale al 2030 è stimato intorno ai 155 miliardi di dollari, con casi d’uso già consolidati, altri in via di sviluppo e applicazioni prospettiche che aprono a scenari futuristici.

Ma che cos’è il digital twin?

I digital twin sono rappresentazioni digitali di sistemi fisici reali. Dai quali ricevono dati a ciclo continuo e di cui replicano in tempo reale il comportamento e le trasformazioni. Gemelli digitali, insomma, capaci di riprodurre fedelmente, istante per istante, il funzionamento di impianti e di reti, di edifici e di strade, ma anche di sistemi estremamente complessi come il corpo umano, la città, un’intera nazione, addirittura il mondo e un giorno, forse, perfino l’universo.

I digital twin sono in grado di rilevare problemi e anomalie nel momento in cui si verificano e possono anticipare il comportamento dei sistemi che riproducono, permettendone la manutenzione predittiva grazie alla simulazione di scenari futuri basata sull’intelligenza artificiale.

Una combinazione di tecnologie innovative

Il digital twin è una soluzione tecnologica che deriva dall’adozione convergente delle tecnologie di Internet of Things, Intelligenza Artificiale, Big Data, High Performance Computing e connettività superveloce. In questo senso, rappresenta una delle più alte espressioni del percorso di trasformazione digitale attualmente in atto.,

Per alimentare la simbiosi tra fisico e digitale, i digital twin impiegano in misura variabile tecnologie innovative, combinandole con le competenze core dei settore di applicazione e con la customer experience relativa alla costruzione dei singoli use case.

In Italia già attive oltre 60 applicazioni

I casi d’uso consolidati, analizzati dalla ricerca, riguardano il settore produttivo, lo smart building e la smart home, le reti energetiche e il retail, ma anche il sistema della mobilità integrata, le infrastrutture e le autostrade, la PA, la sanità, la cultura e la ricerca nei settori più disparati.

La riduzione dei costi energetici è uno degli obiettivi trasversali più perseguiti: nel real estate, un settore in cui manutenzione e utenze pesano per quasi il 30%; o nell’agricoltura, dove i casi applicativi mostrano risparmi fino al 30%, sulla commodity, aumenti dell’efficienza energetica fino al 50% e miglioramenti dell’efficienza idrica fino all’80%.

Dall’eolico alle smart grid alle “reti di reti”

Per quanto riguarda i settori energetico e utility strettamente intesi, l’applicazione di digital twin è ormai consolidata a livello di singolo asset fisico: esistono gemelli digitali di turbine eoliche che ne hanno incrementato del 20% l’efficienza produttiva e ridotto del 40% gli interventi di manutenzione.

Diverse utility italiane hanno avviato la riproduzione digitale delle proprie reti: controllo e gestione da remoto, visione d’insieme in tempo reale del sistema distributivo, verifica puntuale del funzionamento di tutte le componenti e interventi di manutenzione predittiva sono i vantaggi che hanno ottenuto.

Focus sulle rinnovabili e sul demand-response

Le tecnologie digital twin giocano un ruolo cruciale soprattutto nell’integrazione delle fonti rinnovabili all’interno delle reti, chiamate alla transizione dall’attuale forma di distribuzione passiva alle modalità attive e intelligenti di domani.

Un ambito particolarmente interessante in questo senso è costituito dalle “reti di reti”, per le quali è necessario aggregare, mettere a sistema e far interagire più gemelli digitali.

È il caso dei servizi di mobilità integrata o delle comunità energetiche, in cui è attivo il progetto europeo TwinERGY, grazie al quale un consorzio di 18 player è impegno nella creazione di un digital twin per il mercato sovranazionale dell’energia. Il progetto introduce un Demand Response Framework basato sull’intelligenza digitale che permette ai cittadini di adattare i propri consumi alle fluttuazioni del mercato grazie all’aiuto dei dati e dell’automazione.

Reti idriche, finanziamenti dal PNRR

Con più di 900 milioni di euro stanziati, il PNRR punta alla digital transformation di 25 reti di acqua potabile attraverso l’installazione di sensori per il controllo avanzato e il monitoraggio di portata, pressione e parametri della qualità dell’acqua.

I progetti finanziati puntano ad attrezzare 27mila chilometri di condotte con strumentazioni di controllo innovativi entro la fine del 2024: progetti di investimento che preludono allo sviluppo di un digital twin della rete idrica nazionale.