Efficienza, chiave della transizione

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Claudio Ferrari, fondatore e Presidente di Federesco,

La transizione ecologica è la sfida dei prossimi decenni. Produrre energia da fonti a basso impatto ambientale è un imperativo categorico. Ridurre i consumi energetici senza frenare lo sviluppo economico e sociale è la sfida delle sfide.

Ne è convinto, come tutti, Claudio Ferrari, fondatore e Presidente di Federesco, associazione che riunisce aziende italiane che promuovono servizi legati all’efficienza energetica. «Il ruolo delle ESCo è fondamentale in un momento in cui la riduzione delle emissioni è un tema primario, tanto che lo slogan “Energy Efficiency first” ha guidato la COP26 di Glasgow dello scorso novembre», afferma Ferrari.

Eppure, quello dell’efficienza energetica è un sistema molto poco conosciuto, oltre che complesso. «Contrariamente a quanto generalmente percepito, l’efficienza energetica non ha a che fare con la produzione di energia da fonti rinnovabili, ma con il risparmio: l’efficienza energetica produce risparmio di energia», puntualizza Ferrari.

Ma gli incentivi per gli interventi sul versante dell’efficienza sono sempre stati insufficienti. E la contraddizione rimane anche adesso che il tema energetico ha conquistato un’assoluta centralità. «Si punta ad aumentare la produzione da fonti a basso impatto climatico senza intervenire sull’efficienza. Sarebbe invece ragionevole ottimizzare i consumi, per non dilapidare energia pregiata come quella da fonti rinnovabili», riflette ancora il Presidente di Federesco.

Domanda: La crescita attesa per il settore dell’efficienza energetica è rilevante. Quali nuove opportunità di sviluppo si aspettano le ESCo?

Risposta: Prevediamo una crescita molto consistente, sia nel settore civile sia in quello industriale. Anche se ancora una volta, va detto, l’attenzione si concentra sulla produzione di energia. Ci sono i 6 miliardi per l’efficientamento dei Comuni e gli 850 milioni per i tribunali e le sedi giudiziarie. I 250 miliardi del PNRR aiuteranno non poco e le detrazioni legate al Superbonus attiveranno altri 13-15 miliardi di investimenti. Il comparto industriale farà la sua parte: l’efficienza energetica è parte integrante del piano Industria 4.0, che porterà razionalizzazione attraverso l’automazione dei processi. Poi ci sono i 2 miliardi per le comunità energetiche, ormai legge da quasi un anno.

D: Quali ostacoli possono impedire di cavalcare l’onda della ripresa?

R: L’Italia ha un solo grande problema: l’incertezza delle leggi e dei tempi di autorizzazione dei progetti. Ne sono un esempio le recenti traversie del Superbonus al 110%: nessuna azienda si azzarderà a investire seriamente finché ci sarà il rischio che decreti successivi introducano cambiamenti in coda contraddicendo le norme in essere, introducendo provvedimenti retroattivi, senza peraltro la certezza di conversione in legge. Comprendiamo, per esempio, la necessità di arginare il rischio di truffa legato alle agevolazioni del Superbonus ma, come si dice, non si deve buttare il bambino con l’acqua sporca. Le inversioni di marcia hanno l’effetto di tenere ferme al palo le attività.

D: Come associazione, avete promosso iniziative a supporto dei professionisti che si misurano con il Superbonus?

R: Abbiamo creato Federesco Condominium per dare supporto ai progettisti che garantiscono la correttezza delle pratiche per i condomini. La pratica è complessa e va gestita come un appalto pubblico. Per evitare errori è indispensabile che i professionisti conoscano bene il provvedimento e sappiano muoversi nelle procedure che entrano in gioco quando si opera col settore pubblico. Per questo abbiamo creato una rete di avvocati, tecnici e specialisti, a disposizione per ridurre il rischio a carico del cliente finale e a tutto vantaggio della qualità del sistema. Poi c’è l’attività formativa che Federesco promuove attraverso accordi con le banche e con il GSE, a supporto dei nostri associati nel disbrigo delle pratiche. Infine, i tavoli di confronto con il ministero e con gli enti competenti, in cui segnaliamo nodi e rigidità nell’applicazione delle norme.