Un progetto europeo punta a supportare la nascita di reti territoriali orientate all'economia circolare e alle fonti rinnovabili, con l'obiettivo di ridurre le emissioni di carbonio a livello locale.
Si tratta di Energy2Act, iniziativa con un budget di oltre 6 milioni di euro, guidata dal Comune di Cesena insieme a nove partner tra soggetti pubblici e privati. Tra questi figura ENEA, che partecipa con tre laboratori del dipartimento di Tecnologie energetiche e fonti rinnovabili (TERIN).
Il progetto intende superare alcuni ostacoli che rendono più lenta la transizione energetica, come la dispersione degli interventi, il limitato coinvolgimento privato, le difficoltà nell'accesso agli incentivi e la mancanza di dati utili alle decisioni.
L'idea è costruire gruppi di cittadini attivi in grado di promuovere interventi sostenibili, partendo dal singolo quartiere per arrivare, progressivamente, a coinvolgere l'intera città.
«Il progetto Energy2Act – dichiara Samuele Branchetti, responsabile ENEA per il piano, ricercatore del dipartimento TERIN – intende affrontare le sfide della transizione energetica agendo a livello di quartiere, per trasformare le comunità locali in Comunità climatiche. Il progetto rappresenta un'occasione importante per sperimentare nuovi modelli di coinvolgimento delle comunità nella transizione energetica e anche un'opportunità per valorizzare strumenti e competenze tecnico-scientifiche che ENEA ha sviluppato in questi anni a supporto delle Comunità energetiche e a favore dell'uso consapevole dell'energia, trasferendo a livello regionale e nazionale approcci e competenze».
Nello specifico, ENEA si occuperà del percorso di community empowerment, con azioni rivolte a rafforzare la cultura energetica e a porre le basi per la costruzione di comunità climatiche locali, favorendo la collaborazione tra soggetti del territorio secondo un approccio dal basso verso l'alto.
«Nel progetto – conclude Branchetti – è centrale la valorizzazione delle interazioni tra soggetti diversi - cittadini, associazioni, enti locali, imprese e istituzioni - perché solo attraverso reti di cooperazione solide e inclusive sarà possibile generare cambiamenti sistemici e duraturi».