Rinnovabili stabili in Italia nel primo trimestre 24: cresce solo il fotovoltaico

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Nel primo trimestre del 2024 il mercato delle energie rinnovabili in Italia è sostanzialmente stabile: +2% rispetto allo stesso periodo del 2023.

Nel fotovoltaico si registrano trend profondamente diversi: gli impianti residenziali, tipicamente di piccole dimensioni, sono infatti in calo del 15% in termini di potenza installata. Mentre crescono a ritmo sostenuto i segmenti commercial&industrial, +88%, e Utility Scale, +366%.

Nei primi tre mesi dell’anno sono state installate fonti rinnovabili per un totale di 1.402 MW: 1.297 MW per fotovoltaico, 102 MW per eolico, 3 MW per idroelettrico.

Sono i dati che emergono dall’Osservatorio FER realizzato da ANIE Rinnovabili, associazione di ANIE Federazione, sulla base dei dati Gaudì di Terna.

Il report specifica che l’attuale tendenza di crescita, se confermata nel resto del 2024, porterebbe l’Italia a installare ulteriori 6 GW: in linea con il DM Aree Idonee, ma poco più della metà dei 10 GW annui necessari per raggiungere gli obiettivi al 2030.

Eolico e Idroelettrico sono due casi particolari per i meccanismi di supporto. Entrambi i comparti, infatti, si sviluppano in modo diverso dal fotovoltaico.

L’eolico è trainato da impianti utility scale e il suo andamento dipende dagli iter autorizzativi.

L’idroelettrico, oltre alla dipendenza dal parere autorizzativo, richiede la concessione all’utilizzo della risorsa idrica e ha requisiti stringenti da rispettare per accedere alle tariffe incentivanti.

Il fotovoltaico sfrutta meccanismi di supporto diverso, in base all’utente. Dal 2019 in poi è possibile utilizzare il contratto per differenze a due vie: i ricavi dell’investitore sono stabilizzati grazie alla vendita dell’elettricità prodotta. Al contempo, se i prezzi di mercati sono superiori alla tariffa incentivante, questi ricavi sono restituiti alla collettività.

Il fotovoltaico in Italia

I dati sul comparto fotovoltaico in Italia mostra, invece, una serie di trend interessanti.

Si avverte la mancanza di strumenti di supporto stabili nel medio periodo. Sono passati anni dai dietrofront dei Conti Energia, eppure si è riproposto il pasticcio Superbonus, che vede oggi molte imprese in difficoltà e in crisi di liquidità. Il segmento residenziale, in particolare, ha bisogno di meccanismi di supporto ad hoc, rispetto all’autoconsumo diffuso e alle comunità energetiche. Il C&I, invece, incomincia a dare un contributo importante, nonostante l’attesa per il provvedimento Industria 5.0 ed Electricity Release.

L’utility scale, infine, sta scaldando i motori, soprattutto alla luce del potenziale dell’agrivoltaico.