Eni completa il primo impianto al mondo che produce energia dalle onde ed è collegato alla rete elettrica

ENI Impianto moto ondoso

L’energia da moto ondoso è una forma di energia rinnovabile tra le più prevedibili, continue e dense tra quelle esistenti. Considerando che il 70% della superficie terrestre è ricoperta da acqua, stime recenti ritengono che la potenza delle onde del mare potrebbe arrivare a sviluppare energia per circa 18 mila terawattora all’anno, soddisfando quasi completamente la domanda di elettricità dell’intero pianeta.

Purtroppo, si tratta anche di una delle fonti energetiche attualmente meno valorizzate, che la Commissione Europea ha tuttavia integrato nella sua strategia di sviluppo per le energie rinnovabili offshore.

Realizzato da Eni con Politecnico di Torino e Wave for Energy

Una delle iniziative più significative a livello globale ha visto la luce in Italia. Sorge a 800 metri dalla costa dell’isola di Pantelleria e trasformerà l’energia delle onde in elettricità rinnovabile, raggiungendo un picco di produzione di 260kW.

È il primo dispositivo Inertial Sea Wave Energy Converter (ISWEC) al mondo collegato alla rete elettrica e la sua installazione è appena stata completata da Eni in collaborazione con il Politecnico di Torino e con Wave for Energy, spinoff dell’ateneo torinese.

Campagna sperimentale per la seconda generazione

Una volta entrato in esercizio, l’impianto sarà oggetto di una campagna sperimentale, preziosa per lo sviluppo dei dispositivi di seconda generazione, già in fase di studio.

Il suo funzionamento si avvale di una tecnologia innovativa nell’ambito delle soluzioni per la produzione di energia rinnovabile offshore, capace di convertire il moto delle onde in elettricità e di fornire energia a infrastrutture offshore, comunità costiere e isole minori off-grid. L’installazione di ISWEC a Pantelleria è il primo passo verso la decarbonizzazione dell’isola, in linea con l’agenda di transizione energetica.

Basso impatto paesaggistico

La macchina consiste in uno scafo in acciaio di 8 per 15 metri, che ospita il sistema di conversione dell’energia (due unità giroscopiche con un diametro di 2 metri ciascuna), ma l’impatto paesaggistico è molto ridotto, poiché l’impianto emerge dall’acqua per poco più di un metro.

Sul fondale di 35 metri, il dispositivo è mantenuto in posizione da uno speciale ormeggio autoallineante composto da tre linee di ormeggio e da un giunto rotante (swivel), mentre l’energia elettrica prodotta è portata a terra mediante un cavo elettrico sottomarino.

Il dispositivo si adatta alle condizioni meteomarine tipiche del sito di installazione grazie a un algoritmo genetico che sfrutta l’elevata potenza di calcolo disponibile presso l’Eni Green Data Center (GDC) di Ferrera Erbognone.

Integrabile con altre tecnologie rinnovabili

ISWEC si può integrare perfettamente con altre soluzioni di produzione di energia rinnovabile in ambito offshore, come ad esempio l’eolico, in termini sia di valorizzazione dei sistemi di connessione alla rete elettrica sia di integrazione all’interno di un’area di mare, massimizzando la conversione di energia disponibile.

La tecnologia ISWEC, che è parte del piano di decarbonizzazione di Eni, è stata citata dalla Commissione Europea nella sua strategia per le energie rinnovabili offshore come esempio chiave di convertitore di energia da onde.