Fusione nucleare: 90 milioni di euro alla ricerca italiana

eurofusion italia

Eurofusion ha firmato il secondo Grant Agreement per lo sviluppo dell’energia da fusione nucleare del valore di oltre un miliardo di euro per il 2021-2025, concedendo 90 milioni di euro alla ricerca scientifica e tecnologica italiana.

L’energia da fusione utilizza lo stesso processo che produce l’energia del sole e delle stelle, e rappresenta una fonte di energia sostenibile, a basse emissioni di carbonio e praticamente inesauribile. 

La fusione potrà contribuire alla decarbonizzazione della produzione di energia elettrica al fianco delle fonti rinnovabili, fornendo il carico di base, ossia la potenza minima che deve essere sempre disponibile sulla rete elettrica.

Con il nuovo Grant Agreement, che comprende un contributo europeo di 550 milioni di euro, il consorzio Eurofusion coordinerà il programma di ricerca definito nella Roadmap europea per l’energia da fusione. L’Italia riceverà il 16% del contributo europeo, pari a circa 90 milioni di euro.

«La rete italiana della ricerca sulla fusione, con oltre venti partner tra università, enti di ricerca e industrie coordinati da Enea, rappresenta un caso di successo in termini di contributo tecnico-scientifico al programma europeo, di trasferimento tecnologico e di crescita del sistema produttivo nazionale, con notevoli ricadute economiche – afferma Paola Batistoni, responsabile della Sezione Sviluppo e Promozione della Fusione di Enea – Infatti, grazie alla lunga tradizione di stretta collaborazione tra i laboratori e l’industria, le aziende italiane si sono aggiudicate commesse industriali per un valore totale di oltre 1,3 miliardi di euro, circa il 50% del totale europeo, per la realizzazione del reattore sperimentale Iter attualmente in costruzione in Francia nell’ambito di un accordo internazionale».

Il nuovo impianto di ricerca DTT (Divertor Tokamak Test Facility) è in costruzione nel Centro Ricerche Enea di Frascati, in provincia di Roma. 

Nell’ambito della Roadmap europea, DTT studierà soluzioni per lo smaltimento della potenza per il reattore a fusione dimostrativo. L’Italia si è impegnata a costruire questa facility per un investimento totale di 600 milioni di euro. 

Enea con i Centri di Ricerca di Frascati e del Brasimone, in provincia di Bologna, è tra i primi a realizzare impianti per lo studio dei plasmi a confinamento magnetico, e fornisce contributi determinanti nei campi della superconduttività, dei componenti interfacciati al plasma, della neutronica, della sicurezza, del ciclo del combustibile e della fisica del plasma.

«Mi congratulo con il consorzio Eurofusion per la firma del nuovo accordo, e auguro il miglior successo nell’attuazione del programma di ricerca sulla fusione dell’UE per il 2021-2025 – afferma Marija Gabriel, Commissario europeo per l'innovazione, la ricerca, la cultura, l'istruzione e la gioventù – Questo accordo consolida la stretta collaborazione tra la comunità di ricerca europea sulla fusione e la Commissione nell’ambito Euratom. Gli ultimi sette anni hanno dimostrato l'efficacia di questa partnership e da ora fino alla fine del 2025 Eurofusion deve basarsi su questa conoscenza e avanzare in tutte le aree, in particolare a sostegno del progetto Iter».