Nel 2021 il settore dei rifiuti in Italia è cresciuto sia in termini di investimenti, che hanno raggiunto un +60%, che di valore della produzione, aumentato dell’11%, arrivando a 13,1 miliardi di euro, con un EBITDA del +17%, pari a 2 miliardi.
Gli investimenti nel settore dei rifiuti valgono in Italia oltre 900 milioni, grazie anche alle opportunità derivanti dal PNRR. E il settore waste aumenta anche in termini di valore della produzione aggregato, pari a 13,1 miliardi di euro. È il quadro che emerge dal Was Report 2022 “La gestione dei rifiuti in Italia: attori, investimenti e scenari innovativi nel quadro del PNRR”.
«Il Was Report offre il quadro di un’industria italiana della gestione dei rifiuti sempre più dinamica e dal perimetro in continua evoluzione, evidenziato nel 2021 anche dalla crescita degli investimenti e del valore della produzione – afferma Alessandro Marangoni, CEO di Althesys – Non mancano però le criticità che il settore si troverà ad affrontare. Tra le altre, quelle nel comparto Forsu, con l’introduzione di impianti minimi e quelle derivanti dal regolamento UE sugli imballaggi, che favoriscono il riutilizzo a discapito del riciclo».
Gestione dei rifiuti: quasi 1 miliardo di investimenti complessivi
Nel 2021 l’ammontare complessivo degli investimenti raggiunge i 912 milioni di euro, con un incremento del 59,6% sul 2020, quando erano pari a 571,3 milioni di euro. Le aziende hanno puntato sul consolidamento delle attività, su nuovi impianti e mezzi, anche sulla scia delle opportunità derivanti dal PNRR. Nel 2021 i principali 124 player pubblici e privati della raccolta, trattamento e smaltimento dei rifiuti urbani hanno registrato un valore della produzione aggregato di 10,26 miliardi di euro.
È un aumento del 9% circa rispetto all’anno precedente, con diverse imprese che crescono a doppia cifra, grazie alla ripresa economica post-pandemia e all’ampliamento del perimetro delle attività di diversi player. Il settore è tradizionalmente polarizzato, con pochi grandi operatori e una miriade di piccole e medie imprese.
Il settore del waste management sembra essersi risvegliato anche sulla base delle operazioni straordinarie censite. Acquisizioni e fusioni sono aumentate nel 2021 del 67%, passando a 35 contro le 21 registrate nel 2020. Sono, nel 60% dei casi rilevati, acquisizioni volte a crescere al di fuori del core business o a consolidarsi lungo la filiera. Spiccano le partnership che mettono al centro l’innovazione tecnologica.
Cresce l’interesse anche verso il mercato dei rifiuti speciali. Oltre un terzo delle imprese è attivo in questo comparto, che ha visto un aumento del 10,6% dei volumi. Trend positivo anche per la redditività nel 2021, con un EBITDA/VP medio del 16% per i maggiori 50 player e un valore della produzione aggregato di 2,77 miliardi di euro.
PNRR e gestione dei rifiuti
A poco più di un anno dall’apertura dei bandi, inizia a delinearsi il quadro dei progetti presentati per il PNRR. Sono complessivamente 1.080 le iniziative, di cui 835 hanno ricevuto una valutazione positiva dal Ministero. Gran parte dei progetti riguarda le linee relative agli impianti di trattamento dei rifiuti urbani provenienti dalla raccolta differenziata e quelle degli impianti innovativi per il trattamento di materiali assorbenti a uso personale, fanghi di acque reflue, rifiuti di pelletteria e rifiuti tessili.
In generale, le aree di intervento includono il revamping o la costruzione di impianti di selezione e/o trattamento, di centri di raccolta, la riconversione di TMB e persino la riqualificazione di una discarica. Tra tutti, prevalgono gli impianti per il trattamento della Forsu, la frazione organica dei rifiuti solidi urbani.