Nel Varesotto nasce l’Hydrogen Valley Malpensa

Hydrogen Valley Malpensa

Entra nel vivo il progetto di Rina, in collaborazione con Sea Aeroporti di Milano, Confindustria Varese e il comune di Busto Arsizio, per la creazione della prima valle dell’idrogeno in Italia in ambito aeroportuale nell’area di Milano-Malpensa.

L’iniziativa si inserisce in una visione strategica sviluppata dal comune di Busto Arsizio, Rina, Sea e Confindustria Varese per l’introduzione dell’idrogeno sul territorio. L’obiettivo è porre le basi per l’utilizzo di idrogeno negli aeroporti contribuendo alla decarbonizzazione del settore ed estendendo i benefici anche ai comparti manifatturieri, in primis quelli più energivori.

Grazie a tecnologie all’avanguardia sarà possibile creare un ecosistema che realizzi l’intera filiera dell’idrogeno, dalla produzione allo stoccaggio, dal trasporto al consumo, coinvolgendo le imprese del territorio affinché usufruiscano di questo vettore energetico.

Hydrogen Valley Malpensa ha ricevuto un finanziamento di 7,5 milioni di euro da Clean Hydrogen Partnership nell’ambito di Horizon Europe, programma quadro dell'Unione Europea per sostenere e promuovere la ricerca e l’innovazione nel periodo 2021-2027.

I partner europei coinvolti nel progetto contribuiranno allo studio di soluzioni utili alla creazione della hydrogen valley, con un’attenzione particolare all’ottimizzazione dei costi della catena del valore dell’idrogeno.

Per quanto riguarda lo scalo di Malpensa, il progetto si concluderà nel 2027. Lo scalo potrà disporre della tecnologia basata su celle a combustibile per alimentare i motori elettrici dei mezzi aeroportuali, soluzione indicata come la vera alternativa ai motori a combustione interna. In parallelo, saranno studiate le soluzioni idonee per creare un sistema che assicuri il rifornimento di idrogeno ai veicoli aeroportuali.

«Hydrogen Valley Malpensa è un progetto d’avanguardia, che mira a ridurre le emissioni annue di CO2 della zona di Malpensa di 4400 tonnellate, equivalenti a quelle di 1500 autovetture – afferma Andrea Bombardi, Carbon Reduction Excellence Executive Vice President di Rina. Crediamo sia un progetto pionieristico replicabile in altre zone e scali, pensato non solo per la logistica aeroportuale ma anche per abilitare nuovi off-taker aumentando la sinergia tra aeroporto e territorio limitrofo. Tenendo conto anche del nostro impegno nel progetto Olga, siamo stati scelti per coordinare e integrare iniziative che contribuiscano alla decarbonizzazione del settore aeroportuale coinvolgendo nuovi player industriali e della mobilità nelle zone circostanti».

«Il finanziamento dell’UE per la creazione della Hydrogen Valley Malpensa ci permette di testare lo sviluppo dell’impiego dell’idrogeno in aeroporto – afferma Armando Brunini, Amministratore Delegato di Sea. In collaborazione con partner selezionati, Sea avrà un ruolo di facilitatore e abilitatore per l’introduzione della nuova tecnologia. Il campo principale di applicazione di questo progetto è l’autotrazione, ma è la prima fase per maturare il know-how e le condizioni abilitanti all’utilizzo aeronautico dell’idrogeno».

«È la terza volta in pochi anni che partecipiamo, in qualità di partner, a un progetto di sviluppo dell’economia sostenibile sul territorio finanziato dall’Unione Europea – afferma Roberto Grassi, Presidente di Confindustria Varese. Non è un caso, ma la conferma di una nostra priorità: assistere il sistema delle imprese sul fronte della transizione ecologica. Dopo esserci concentrati sull’economia circolare, ora la sfida è l’idrogeno.

Da una parte, dobbiamo valorizzare, attraverso l’organizzazione di una nuova filiera, capacità, competenze e tecnologie diffuse e già oggi esistenti tra diverse imprese varesine sul fronte della produzione di idrogeno verde. Dall’altra parte, però, si gioca una partita altrettanto strategica: quella di creare la domanda, con la riconversione dei sistemi produttivi delle aziende dei settori manifatturieri più energivori, attraverso l’utilizzo dell’idrogeno come fonte energetica alternativa».

«Ho ideato e promosso questo progetto per favorire lo sviluppo economico del territorio in una prospettiva di sostenibilità ambientale – afferma Giorgio Mariani, Assessore alla Rigenerazione Urbana del comune di Busto Arsizio. I presupposti per la creazione di una hydrogen valley di successo che possa rappresentare un’avanguardia a livello nazionale e internazionale sono ben presenti nel contesto cittadino e costituiscono la base del progetto.

Busto Arsizio si trova al centro di una delle aree più industrializzate d’Europa, con settori all’avanguardia come la meccanica e la meccatronica. Vanta imprenditori lungimiranti e capaci di innovare, come i pionieri che nel 1948 fondarono l’aeroporto Città di Busto Arsizio, l’attuale Malpensa, per esportare i loro prodotti in tutto il mondo. Oltre a essere a pochi chilometri dall’aeroporto, dal punto di vista logistico, ha due interporti ferro-gomma (Hupac e Malpensa Intermodale del gruppo FNM) e un sistema di trasporto pubblico e privato molto sviluppato.

Le imprese, gli utilizzatori del settore della mobilità e dei trasporti costituiscono una parte essenziale della filiera dell’idrogeno: insieme ai partner che abbiamo coinvolto per creare un ecosistema virtuoso, saremo i pionieri di una nuova economia che favorirà anche nuovi posti di lavoro e promuoverà l’autonomia energetica del territorio anche grazie alla possibilità di valutare la produzione di idrogeno verde con l’energia elettrica prodotta dalla CER (Comunità Energetica Rinnovabile) di Malpensa Fiere costituita dalla Camera di Commercio di Varese e da altre realtà imprenditoriali locali, e di cui il Comune di Busto Arsizio è socio fondatore».