Servono 18 trilioni di dollari per la transizione energetica globale

Investimenti transizione energetica

In Europa serviranno 2,5 trilioni di euro di investimenti entro il 2050 per migliorare le reti elettriche e l’Italia dovrà passare all'energia verde due volte più velocemente rispetto alle transizioni passate. È quanto emerge da un nuovo studio di Boston Consulting Group.

Per limitare l'innalzamento globale delle temperature a 1,5°C sopra i livelli preindustriali, le energie rinnovabili e le soluzioni low-carbon devono passare dal 12% dell'offerta energetica globale registrata nel 2021 al 50%-70% entro il 2050.

Queste fonti energetiche devono raggiungere le quote finora ottenute dal carbone e dal petrolio durante le precedenti transizioni, ma tre volte più velocemente per rappresentare la maggiore fonte di energia primaria al 2050. Questa transizione rappresenta una sfida enorme, dal momento che le politiche attuali porteranno a un riscaldamento di +2,7°C entro il 2100.

A rivelarlo è il nuovo studio del Center for Energy Impact di Boston Consulting Group (BCG), intitolato “A Blueprint for the Energy Transition”. Stando all’analisi, servono investimenti sia nella rete elettrica che negli impianti solari ed eolici per poter generare più energia verde senza che questa rimanga bloccata nella rete. In Europa serviranno 2.5 trilioni di euro di investimenti entro il 2050 per migliorare le reti elettriche, sia in alta tensione che nella distribuzione.

Le principali barriere che in questo momento stanno frenando lo sviluppo delle fonti rinnovabili a livello europeo sono:

  • permitting, cioè le richieste per ottenere le necessarie autorizzazioni per realizzare nuovi progetti o apportare modifiche a impianti esistenti;
  • sviluppo delle nuove tecnologie, alcune delle quali al momento non sono economicamente sostenibili e che avrebbero bisogno di un contesto regolatorio in grado di favorirne la crescita;
  • regole europee che sembrano penalizzare gli autoemittenti;
  • supply chain, in forte stress in questo momento.

Secondo l’analisi di BCG, per finanziare la transizione energetica sarà necessario un investimento di 37 trilioni di dollari a livello globale, di cui solo 19 trilioni già destinati allo scopo, anche attraverso l’utilizzo di leve tecnologiche già esistenti, come:

  • aumento dell'efficienza energetica;
  • elettrificazione degli usi finali, per esempio attraverso pompe di calore o veicoli elettrici;
  • decarbonizzazione della fornitura di energia;
  • conversione delle aziende energivore all’uso di combustibili low-carbon;
  • implementazione della cattura di CO2.

Petrolio e gas devono essere ridotti più rapidamente possibile, ma saranno comunque necessari investimenti per garantire la sicurezza dell'approvvigionamento energetico per le nostre società.

Come cambierà il mercato energetico globale

L'economia dei nostri sistemi energetici cambierà profondamente a seguito della transizione. L'energia passerà da essere una risorsa estratta a una risorsa prodotta, richiedendo investimenti iniziali molto più consistenti, ma costi operativi più bassi.

Le prossime sfide riguarderanno l’aumento della volatilità dei prezzi, e lo stoccaggio dell'energia. Attualmente possiamo immagazzinare soltanto da uno a due ore di consumo medio di elettricità in Europa e negli Stati Uniti.

Anche i costi di trasporto dell'energia aumenteranno in seguito al cambiamento nella composizione energetica, cosa che probabilmente porterà a una rilocazione dei centri di produzione industriale a livello globale dove l'energia è meno costosa.

In Italia, in seguito alla proposta di aggiornamento del Piano Nazionale Integrato Energia e Clima avanzata dal MASE a giugno 2023, si mira a una copertura rinnovabile dei consumi energetici finali lordi del 40,5% entro il 2030 rispetto al target del 30% al 2030 del PNIEC 2019. In sostanza, si dovrà raddoppiare la velocità per la transizione in 7 anni.

Il nostro Paese si distingue già in Europa ospitando a Ravenna il principale sito di stoccaggio di CO2 del Mediterraneo, con una capienza totale di 500mila tonnellate. Il sito costituisce un vantaggio interno nella decarbonizzazione dei settori energivori nell’area geografica della Pianura Padana.

Le parole di Marco Tonegutti, Managing Director e Senior Partner di BCG

«Passeremo da un sistema di produzione centralizzato a uno decentralizzato, meno programmabile data la forte componente di energia da vento e sole, che sfrutta le tecnologie delle Smart Grid e delle reti intelligenti per gestire la volatilità delle fonti e i picchi di domanda. Un cambiamento che richiederà radicali modifiche nel dispacciamento e nella gestione del sistema.

Pensiamo all’Ets, il sistema per lo scambio delle quote di emissione dell’UE, oppure a quanto è complicato accedere ad alcuni fondi di transizione energetica, come gli innovation fund, rispetto all’IRA americano che premia la low carbon energy.

Il nostro Paese ha sviluppato competenze in tutti gli ambiti rilevanti della transizione sia nelle proprie aziende energetiche, sia in tutta la filiera. L’industria italiana può giocare un ruolo di primo piano sui mercati internazionali, supportando la transizione energetica».