Renantis e BlueFloat Energy investiranno 7,5 miliardi di euro per realizzare due parchi eolici marini galleggianti al largo delle coste pugliesi, producendo benefici diretti e indiretti a lungo termine per l’economia locale.
Presso la sede di Confindustria Brindisi sono state presentate le opportunità per il territorio derivanti dalla realizzazione dei due parchi eolici offshore, l'uno, Kailia Energia, tra Brindisi e San Cataldo, l'altro, Odra Energia, tra Porto Badisco e Santa Maria di Leuca. Per i due parchi eolici marini è prevista una capacità massima installata di circa 2,5 GW per una produzione attesa di 7,5 TWh/anno.
Oltre sessanta imprenditori di aziende associate a Confindustria Puglia hanno partecipato al workshop “Eolico marino galleggiante, le opportunità per la supply chain locale”, in cui si è parlato dei benefici per le aziende che saranno coinvolte nelle fasi di realizzazione e manutenzione dei parchi marini, tra cui l’industria metalmeccanica, manifatturiera, elettronica, delle costruzioni e dell’ICT.
Per la fornitura di beni, materiali e servizi saranno coinvolte in via prioritaria le aziende dell’indotto. La costruzione dei parchi eolici marini richiede, oltre alle piattaforme galleggianti e alle turbine, anche sistemi di ormeggio, ancoraggio, cablaggio, collegamento e sottostazioni elettriche.
«Questo primo confronto con gli imprenditori è un ulteriore tassello strategico e un impegno preciso per definire il contributo alla crescita della filiera produttiva locale – afferma Kseniia Balanda, Direttore Tecnico di Kailia Energia e Odra Energia. Vogliamo valorizzare le imprese e le infrastrutture presenti in Puglia, forti anche dell’esperienza che abbiamo nei comparti onshore e offshore in Italia e all’estero. Abbiamo preso l’impegno di riaggiornarci nei prossimi mesi sugli sviluppi degli iter progettuali».
«È stata un’importante occasione per presentare alle aziende locali le opportunità di business derivanti dall’investimento di Renantis e BlueFloat Energy – afferma Gabriele Menotti Lippolis, Presidente di Confindustria Brindisi. L’iniziativa ha rappresentato un ulteriore segnale di come il territorio pugliese, e quello brindisino in particolare, stiano tornando a essere attrattivi per i grandi investitori nell’ambito del processo di transizione ecologica avviato da diversi anni».
I rappresentanti delle società proponenti hanno messo in evidenza gli effetti sul sistema regionale, dalla realizzazione in loco delle piattaforme galleggianti agli effetti sulla riconversione e specializzazione dei porti derivanti da progetti di questo tipo, sia per la produzione che per le attività marine collegate e i servizi dell’indotto.
Sul fronte occupazionale ogni parco prevede 1.500 impieghi diretti stimati durante le fasi di fabbricazione, assemblaggio e costruzione del parco, con picchi fino a 4.000 nei periodi di massima necessità. Per la manutenzione dei due parchi si prevede l’impiego di 300 risorse nei prossimi 30 anni.