Nelle analisi e negli articoli relativi alle energie rinnovabili (e, più in generale, all’adozione di una serie di nuove tecnologie) si trova spesso l’espressione “meccanismo di supporto”.
Di che cosa si tratta?
Un meccanismo di supporto è un insieme di policy, soluzioni finanziarie e normative che un Governo sviluppa o adotta per favorire lo sviluppo e l’adozione di una tecnologia. Come le energie rinnovabili.
Questi meccanismi rispondono a un obiettivo fondamentale: consentire alle nuove tecnologie di crescere. Quando una soluzione, come le energie rinnovabili ad esempio, muove i primi passi, è particolarmente costosa: i materiali, i componenti e le competenze necessarie sono infatti scarse. E, come tutte le cose rare, costano molto.
Quando una tecnologia prende piede, allora più aziende incominciano a interessarsi e aumentano le competenze e i produttori. Inevitabilmente c’è più concorrenza e i prezzi scendono.
Realizzare un impianto fotovoltaico o eolico, oppure costruire da zero una fabbrica di produzione di moduli solari o batterie, o ancora una macchina elettrica, oggi costa meno di un tempo. E, probabilmente, in futuro costerà ancora di meno.
E questo grazie ai meccanismi di supporto, che appunto “sostengono” il mercato, abbassando i costi per le imprese e le famiglie, rendendo idealmente possibile anche la produzione dei componenti e dei materiali necessari all’interno del nostro Paese, anziché importarli dall’estero.
Sostenendo la domanda o l’offerta, oppure entrambe, i Governi permettono a una tecnologia di crescere e svilupparsi, fino a raggiungere le economie di scala necessarie a produrre un bene, ad esempio i moduli fovoltaici, a un prezzo sostenibile.
Ma lo stesso discorso vale anche per qualcosa di intangibile, come l’energia.
I meccanismi di supporto per le energie rinnovabili
Vediamo ora quali sono e come funzionano i principali meccanismi di supporto in uso per le energie rinnovabili.
Le Tariffe Feed-in (FiT) sono pagamenti che vengono garantiti a chi gestisce un impianto fovoltaico, eolico o idroelettrico per l’energia che produce e immette nella rete elettrica. In genere, è garantita una tariffa superiore ai prezzi di mercato per un periodo di tempo definito. L’obiettivo è permettere l’ammortamento e il recupero dell’investimento, al di là delle effettive condizioni di mercato.
Le Quota Obligations, in italiano Obblighi di Acquisto Quota, agiscono invece sugli acquirenti di energia, come le grandi aziende elettriche, costringendole a includere una certa percentale di energia da fonti rinnovabili nel loro mix.
La dimostrazione dell’obbligo di acquisto può avvenire attraverso appositi “documenti”, anche virtuali, ad esempio i Certificati Verdi per l’energia rinnovabile.
Il biometano è uno degli ambiti in cui altri Paesi, come la Francia, hanno imposto ai rivenditori operanti sul mercato di prevedere una quota “bio” all’interno del mix.
Gli incentivi fiscali sono un classico: meno tasse, più detrazioni fiscali, esenzioni da tasse specifiche (tipicamente l’IVA), oppure ammortamenti accelerati sono soluzioni utilizzate per favorire gli investimenti in tecnologie.
È necessario che siano sostenibili per le casse pubbliche, però, come insegna il caso del Superbonus.
Sulla stessa scia troviamo i sussidi e le sovvenzioni, cioè contributi finanziari diretti che permettono alle aziende o alle famiglie di ridurre i costi, ad esempio per realizzare un impianto di produzione di energia da fonte rinnovabile.
Nello specifico delle energie rinnovabili, il Pricing del Carbonio ha un ruolo importante. Imporre un “costo” per la produzione e l’emissione di carbonio, attraverso delle tasse o creando un sistema di scambio di quote di emissione, rende le fonti di energia a bassa emissione economicamente più competitive.
Quando si produce energia da fonti fossili, infatti, vengono prodotti degli effetti negativi, detti esternalità, i cui costi non influiscono sul prezzo dell’energia. Il prezzo finale dell’energia non compensa l’inquinamento, la peggiore qualità dell’aria, o le malattie respiratorie che ne derivano.
Il Pricing del Carbonio fa ricadere questi costi su chi emette anidride carbonica.
Infine i CfD, Contratti per Differenza, garantiscono ai produttori di energia green un prezzo fisso di vendita per la loro produzione, indipendentemente dalle fluttuazioni del mercato.
Questo consente di pianificare la realizzazione di un impianto potendo quantificare in maniera praticamente certa gli incassi per un periodo di tempo medio-lungo, riducendo l’incertezza dell’investimento. Inoltre, se il prezzo di mercato supera quello previsto dal Contratto per Differenza, il margine extra viene distribuito alla collettività.