Il consenso cresce se i benefici in bolletta sono alti. L’indagine SWG per la iWeek

Nucleare, si può fare?

Due giornate per confrontarsi sul ruolo del nucleare nel contesto della transizione energetica del nostro Paese verso la “net neutrality”: si è svolta a Milano giovedì scorso, il 5 ottobre, e farà il bis a Roma mercoledì 11 la quarta edizione di iWeek.

Intitolata “Nucleare, si può fare?” e promossa da V&A e Dune, la manifestazione è realizzata con il sostegno di Transmutex, Edison, Ansaldo Nucleare, Ultra Safe Nuclear Corporation, Sogin, Campoverde, Banca Finnat, SWG e Volocom Technology e patrocinata dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy insieme a Regione Lombardia, Enea, Agenzia ICE, Associazione Italiana Nucleare e Politecnico di Milano.

Che cosa ne pensano gli italiani?

In occasione dell’evento, un’indagine quantitativa ha messo a fuoco la percezione e le aspettative degli italiani rispetto al tema del nucleare: realizzata da SWG su un campione di 800 intervistati rappresentativi della popolazione italiana maggiorenne, la ricerca è stata presentata nel corso della giornata inaugurale presso la sede dell’Agenzia ICE, a Milano.

Mostrando come in Italia una quota di popolazione compresa tra il 49 e il 55% si definisca “in linea di massima favorevole” alle nuove tecnologie nucleari, con la percentuale di giovani a favore che supera di 16 punti quella degli over 55 (63% contro 47%).

Green e sicure: le nuove tecnologie nuke

In generale, lo studio rivela che le nuove tecnologie sono conosciute da una quota compresa tra il 19 e il 33% del campione.

Chi ne ha “almeno sentito parlare”, le ritiene green (60%) e sicure (nel 67% dei casi per quanto riguarda i reattori di quarta generazione), esprimendo posizioni di fiducia crescente collegate alla recente ripresa del dibattito sul nucleare a supporto della transizione energetica, per la riduzione della dipendenza dall’estero e in ordine alla riduzione dei costi per cittadini e imprese.

Favorevoli se la bolletta cala drasticamente

Proprio la questione del costo dell’energia appare determinante nell’indirizzare le opinioni: la maggioranza degli intervistati (54%) valuta positivamente la possibilità di fruire del nucleare se capace di portare un reale risparmio in bolletta e se le centrali saranno distanti dalla propria abitazione.

I favorevoli salgono al 68% nell’ipotesi in cui la bolletta elettrica risulti dimezzata.

“Il quadro complessivo che emerge dall’indagine è quello di una popolazione attenta e pragmatica, poco propensa a scelte puramente ideologiche, ma pronta a valutare il rapporto costi-benefici che queste innovazioni possono portare a famiglie e aziende”, si legge nel report.

In generale lo studio evidenzia tuttavia come la popolazione sia spaccata in tre grandi gruppi: accanto alla maggioranza citata, un secondo gruppo, pari al 26% degli intervistati, è in ogni caso drasticamente contrario ai nuovi impianti, mentre un terzo gruppo, poco meno consistente (20%), li considera, al contrario, con assoluto favore.