In Italia nel 2022 sono stati installati 3 GW di impianti da fonti rinnovabili: il doppio rispetto all’anno precedente. Il tasso di crescita degli impianti trova riscontro nell’aumento degli investimenti da parte dei maggiori operatori nazionali, che si attesta al +26%: un dato che appare confermato anche nell’anno in corso, con 1,1 GW di nuove installazioni solo nel primo trimestre malgrado un certo disallineamento tra gli obiettivi programmati dagli operatori e la loro effettiva realizzazione.
Eppure, gli sforzi compiuti non sono sufficienti: per centrare gli obiettivi climatici al 2030, il ritmo di crescita dovrebbe raddoppiare ulteriormente. Resta evidente il ritardo nei confronti ai paesi più virtuosi, come la Germania, che nel solo 2022 ha registrato 10 GW di capacità installata. Nel nostro paese, infatti, lo sviluppo delle rinnovabili incontra ancora una forte opposizione delle comunità locali.
Rinnovabili, lo stato dell’arte
Sono alcune delle evidenze emerse dal XV Workshop Annuale dell’Osservatorio Internazionale sull’Economia e la Finanza delle Rinnovabili di Agici, durante il quale sono stati presentati i risultati del rapporto annuale dell’Osservatorio.
«Come ogni anno il Rapporto del nostro Osservatorio sulle rinnovabili vuole restituire una fotografia del comparto, con il duplice obiettivo di aiutare l’operato di investitori e operatori del settore, e di facilitare la conoscenza e l’informazione su un tema vitale per sviluppo futuro del Paese. Il quadro emerso indica che, nonostante i recenti progressi, l’installazione di impianti alimentati da fonti rinnovabili non è ancora percepita come un vantaggio da una larga parte della cittadinanza. Per questo motivo, il rapporto suggerisce l’attuazione di misure concrete affinché i cittadini stessi possano partecipare alla transizione energetica del Paese, beneficiandone direttamente», ha dichiarato Marco Carta, Amministratore Delegato di Agici.
Modelli di sviluppo partecipativo
Il report di Agici evidenzia alcuni strumenti partecipativi utili per alleviare la resistenza delle comunità locali, spesso avverse all’installazione degli impianti per l’assenza di benefici percepiti: tra le soluzioni citate, tariffe agevolate di prossimità, progetti di crowfunding, istituzione di comunità energetiche rinnovabili e sviluppo di impianti agrivoltaici.
Il coinvolgimento attivo della cittadinanza potrebbe costituire un formidabile strumento di sviluppo delle fonti green: se il 10% della nuova capacità rinnovabile necessaria per raggiungere i target climatici al 2030 fosse implementata attraverso modelli di condivisione del valore con i cittadini, si potrebbero coinvolgere oltre 3 milioni di famiglie, con un risparmio annuo sulle bollette di oltre 800 milioni di euro.