A fronte di un elenco di oltre 700 soggetti censiti, in Italia circa 400 operatori si dedicano attivamente alla vendita di elettricità e gas direttamente ai clienti finali.
Tra loro ci sono i trader di energia, che si occupano della compravendita di energia elettrica tramite la Borsa dell’Energia Elettrica o con contratti bilaterali, e i reseller, impegnati nella compravendita di energia elettrica e/o gas naturale dal grossista.
Negli ultimi anni, in un contesto di emergenze senza precedenti e senza soluzione di continuità, il tema della rappresentanza ha assunto rilevanza crescente e nuove realtà associative hanno aggregato i protagonisti della filiera.
Ne abbiamo parlato con Diego Pellegrino, portavoce di A.R.T.E. - Associazione Reseller e Trader dell’Energia nata nel marzo del 2020, in concomitanza con l’esplosione della pandemia.
Domanda: A.R.T.E. rappresenta i trader e i reseller di energia e gas: come nasce e perché?
Risposta: A.R.T.E. associa 140 operatori, tutte piccole e medie imprese del settore energia, che danno lavoro a 16mila addetti e producono un fatturato aggregato di 4 miliardi di euro, servendo 1,6 milioni di contatori.
Si tratta della più rappresentativa associazione italiana di categoria del settore dell’energia. A.R.T.E. nasce il 15 marzo 2020, in piena pandemia da Covid-19, per tutelare i soci e tutto il settore energia da atti potenzialmente lesivi del libero mercato e della concorrenza nell’intero settore energetico.
Il suo obiettivo è quello di sviluppare il mercato e la concorrenza del settore energetico, con particolare riguardo alle attività di commercializzazione e vendita ai clienti finali dell’energia elettrica e del gas naturale.
A.R.T.E intende costruire, sviluppare e mettere a disposizione della comunità un insieme di conoscenze acquisite attraverso il processo di condivisione delle culture aziendali dei suoi soci e con l’acquisizione di contributi esterni di rilevante pregio scientifico.
Intende inoltre partecipare all’elaborazione delle politiche pubbliche nel settore energetico in modo trasparente e indipendente, assumendo in ogni sede posizioni coerenti con l’affermazione di tali principi fondamentali.
D: Attraverso quali iniziative A.R.T.E. persegue la sua missione?
R: Negli ultimi due anni, A.R.T.E. ha intrapreso diverse iniziative, instaurando dialoghi costruttivi con l’Autorità e le istituzioni. Sottoponendo le difficoltà presenti nel mercato e sensibilizzando gli stakeholder, ha consolidato i rapporti di fiducia con gli operatori e con tutti gli altri soggetti della filiera energetica.
Attraverso richieste di continui incontri e di ripetuti interventi, strutturati sulla base delle varie esigenze, è intervenuta sui casi concreti per fornire un’analisi completa delle questioni evitando il rischio di sottovalutazione delle problematiche, al fine di sottoporre all’attenzione delle istituzioni le problematiche presenti nel settore e avanzando proposte concrete. Tra le tante azioni, basti citare quella riguardante il credito d’imposta Bonus Imprese prodotti energetici.
D: Lo scorso 20 marzo a Roma si è tenuta la prima assemblea nazionale dell’associazione. Quali riflessioni sono emerse dai lavori e quali sfide sono state identificate?
R: La giornata ha rappresentato un momento di confronto per l’intero settore, sostenuto dalle nostre aziende associate, che quotidianamente contribuiscono su tutto il territorio nazionale ad assicurare l’approvvigionamento di energia elettrica e gas naturale e lo sviluppo del risparmio energetico e della sostenibilità, collaborando alla grande sfida della transizione.
L’evento ha ospitato due tavole rotonde: quella politico-istituzionale dedicata alle “sfide energetiche del nostro paese per i prossimi anni”, ha coinvolto il Senatore Paolo Arrigoni, l’Onorevole Antonio Maria Rinaldi e l’Onorevole Nicola Procaccini; quella tecnica, sul tema “Finanza, extraprofitti e modifiche unilaterali nei mercati energia e gas nel 2023” ha visto protagonisti Simona Benedettini, Massimo Nicolazzi, Andrea Paltrinieri e Fabio Ferraro.
Molti i temi affrontati, tra cui l’effetto nullo del Price Cap sulla curva forward TTF, i cambiamenti di gestione della crisi energetica dall’Europa, il blocco delle modifiche unilaterali dal nostro Governo, gli extraprofitti, l’indipendenza energetica nel contesto della transizione energetica con investimenti di lungo periodo per risolvere i problemi di breve e tanto altro.
Al termine della giornata è stato varato il Manifesto di ARTE 2023, articolato in tra punti: Cmor - accorciare i tempi ed evitare facili raggiri; ripensare il rapporto tra gli operatori del mercato libero e i distributori/trasportatori; intervenire sull’errata sovrapposizione tra la vendita di commodity e i servizi di natura bancaria, che attribuisce caoticamente agli operatori, senza forme di riconoscimento alcuno, ma con aggravio dei costi, responsabilità di attività tipicamente riservate ai soggetti ex 106 Tub.
Questo articolo è stato pubblicato sul numero di giugno 2023 di Energia&Mercato