Il revamping e il repowering sono due tecniche di potenziamento degli impianti fotovoltaici preesistenti, che consentono di incrementarne o mantenerne l’efficacia, consentendo a chi li ha installati di ottenere reali benefici in termini di risparmio utilizzando le energie rinnovabili.
La vita media degli impianti fotovoltaici installati durante il primo boom dell’energia solare nel biennio 2009-2011 si attesta sui 10 anni circa. Gli impianti datati perdono progressivamente di potenza, non riescono a performare come dovrebbero e necessitano di manutenzione e operazioni finalizzate a ripristinarne e aumentarne la potenza.
È in questi casi che vengono attuate operazioni di revamping e repowering.
Che cos’è il revamping
Il revamping, dall’inglese “revamp”, rinnovare, è un procedimento finalizzato all’ammodernamento degli impianti fotovoltaici più datati o che hanno perso efficacia, al miglioramento della loro efficienza e al ripristino delle prestazioni iniziali.
L’intervento prevede la riparazione delle parti danneggiate e la sostituzione, rimozione e rinnovo di pannelli, inverter e cablaggi che presentano criticità a causa, per esempio, di umidità, rottura dei vetri, problemi di saldatura o perdita di collegamenti elettrici.
Come accennato, le tecnologie e i materiali utilizzati per l’installazione degli impianti fotovoltaici nel biennio 2009-2011 sono ormai resi obsoleti dai più recenti sviluppi tecnologici. Si stima che il 25-30% dei pannelli non funzioni adeguatamente. Considerando gli impianti di recente installazione e dotati di tecnologie più moderne, invece, la vita media è di circa 25 anni.
Il revamping fotovoltaico è necessario anche nel caso in cui l’impianto e le sue componenti non rispettino più le norme di conformità dettate dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE).
Oltre alle nuove tecnologie costruttive, negli ultimi anni si sono delineate anche nuove modalità di indagine sugli impianti che garantiscono interventi mirati sugli impianti per diverse problematiche, come il surriscaldamento delle celle, la perdita di potenza, la rottura dei pannelli e il deterioramento dei materiali.
Che cos’è il repowering
Il repowering, o ripotenziamento, prevede interventi volti all’ottimizzazione e al potenziamento energetico dell’impianto e alla modifica delle componenti del sistema, senza però intervenire sul sistema nella sua interezza. L’obiettivo è incrementare la potenza nominale dell’impianto, la sua efficienza e la sua produzione energetica.
È previsto l’inserimento di componenti tecnologicamente più moderne e avanzate per migliorare le prestazioni dei moduli. Gli ottimizzatori di potenza e le batterie di accumulo, sempre più usate per l’autoconsumo, rientrano tra le principali componenti di potenziamento di un impianto fotovoltaico.
Differenze e punti in comune tra revamping e repowering
Il revamping e il repowering sono pratiche che mirano a migliorare le performance e prolungare la vita degli impianti fotovoltaici preesistenti, favorendo un incremento della potenza totale installata.
Il revamping mira al ripristino delle prestazioni iniziali di un impianto fotovoltaico tramite la sostituzione di componenti principali, come pannelli, inverter e cablaggi, mentre il repowering prevede l’aggiunta di componenti tecnologicamente più avanzate che potenzino l’impianto stesso. Il repowering è, quindi, un intervento più accurato rispetto al revamping, poiché finalizzato a ottimizzare al massimo il funzionamento dell’impianto, superando potenzialmente quella che era la resa iniziale.
Si segnala che il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) ha posto specifici limiti al potenziamento degli impianti a energia solare, a cui è doveroso attenersi quando si attuano operazioni di repowering fotovoltaico.