Aumentare i tassi di riciclo dei metalli può favorire la transizione energetica

Riciclo metalli Italia

L’Italia figura tra i Paesi capofila nel riciclo dei rifiuti e si conferma tra le eccellenze a livello europeo per la quantità di alluminio riciclato, secondo i dati del Consorzio Ciai.

L'alluminio, un metallo che richiede 40 volte la quantità di energia del rame, rischia di andare incontro a un'estrema carenza nei prossimi anni. Questo è quanto emerge da uno studio condotto da Allianz Trade. Produrre alluminio in Europa è diventato troppo costoso e metà della produzione è stata interrotta nel periodo di massimo picco dei prezzi dell’energia nel 2022.

Nella fase di estrazione l'UE dipende ancora completamente dalle importazioni per tre materiali critici e per oltre l'80% per altri 10 materiali. La quantità di alluminio utilizzata nelle sole autovetture è passata da 174 kg nel 2019 a 205 kg nel 2022.

Metalli come il litio, il cobalto e il nichel sono essenziali per costruire le tecnologie necessarie per produrre energia rinnovabile. L'Agenzia internazionale per l'energia ha stimato che la domanda di cobalto, grafite e litio aumenterà di circa sei volte nei prossimi 10 anni.

Per garantirne la fornitura l'EU Critical Raw Materials Act mira a rafforzare tutte le fasi della catena del valore europea e a diversificare le importazioni dell'UE per ridurre la dipendenza. Tuttavia, aumentare le capacità nazionali di estrazione o lavorazione richiederà massicci investimenti, tempistiche lunghe, potenziamento tecnologico e consenso sociale all’utilizzo del sottosuolo e delle risorse naturali collegate.

In questo contesto l'aumento dei tassi di riciclo potrebbe aiutare, ma c'è ancora molta strada da fare. Al momento, solo 16 delle materie prime strategiche vengono riciclate in una certa misura, mentre 35 materie prime sono poco o per nulla incluse nell'economia circolare.

Nell'UE il tasso di riciclo alla fine del ciclo di vita del prodotto è tra lo 0% e il 55%, a seconda del materiale. Ma ci sono grandi differenze. Alcuni metalli, come il litio e l'arsenico, non vengono quasi mai riciclati.

Altri materiali come la grafite, il fosforo o l'elio, sono attualmente riciclati in media al 4%. Altri materiali come barite, carbonio e silicio sono quasi impossibili da riciclare perché cambiano la loro forma chimica durante la lavorazione o, come per il carbonio, vengono consumati. Per soddisfare la domanda futura e rispettare gli obiettivi fissati dall'UE, le capacità di riciclo devono essere notevolmente migliorate. E per farlo le materie prime critiche devono già essere prese in considerazione nella fabbricazione dei prodotti.

L’Italia rimane tra i Paesi capofila nel riciclo dei rifiuti e dei metalli in particolare. Con 52.900 tonnellate di imballaggi in alluminio riciclate nel 2021, pari al 67,5% delle complessive 78.400 tonnellate immesse sul mercato, l’Italia si conferma anche per il 2021 tra le eccellenze a livello europeo per quantità di alluminio riciclato prodotto, secondo i dati del Consorzio Ciai.

Il risultato ha consentito di evitare emissioni serra pari a 371.000 tonnellate di CO2 e risparmiare energia per oltre 159.000 tonnellate equivalenti di petrolio, ed è stato reso possibile grazie all’azione combinata di istituzioni, imprese, operatori, cittadini e comuni.