L’aumento del costo delle materie prime fa salire l’inflazione. Il Governo ha provato a intervenire, ma Arera a fine giugno ha comunicato l’aumento di elettricità (9,9%) e gas (15,3%). Che dovrebbe portare l’inflazione italiana all’1,7% nel terzo trimestre del 2021 e vicino al 2% a fine anno.
Il centro studi Althesys prevede, comunque, un calo dei prezzi all’ingrosso dell’energia con le rinnovabili mature, almeno nel lungo termine. Lo sviluppo delle rinnovabili presuppone infatti maggiori costi di integrazione per il sistema, ad esempio per dispacciamento, stoccaggio e infrastrutture. E infatti dal 2022 arriva in bolletta il costo del capacity market.
«Non bisogna farsi distrarre dagli alti e bassi congiunturali dei combustibili, ma guardare oltre - commenta l’economista Alessandro Marangoni, CEO di Althesys. Nel medio periodo, le bollette difficilmente scenderanno, nonostante le fonti rinnovabili siano sempre meno costose e, auspicabilmente, sempre più disponibili».
Bolletta -9% tra 2012 e 2019
Dall’analisi di Althesys emerge che dal 2012 al 2019 la bolletta si è abbassata, in termini reali, del 9%, a 53 miliardi di euro (fonte: RSE). Complice il crollo della domanda a causa del Covid, il calo è stato particolarmente sostenuto nel 2020 (-18%). Non tutte le componenti della bolletta, però, calano: scende la componente energia, salgono i costi dei servizi di vendita e gli oneri generali di sistema.