EY Human Smart City Index 2022: Milano, Bologna e Torino in testa

smart city in italia

Milano, Bologna e Torino conquistano il podio delle città più vicine al modello della Human Smart City. Si riducono le distanze tra grandi aree metropolitane e centri urbani di dimensioni più contenute, ma permane una forte differenza tra Nord e Sud. È quanto emerge dalla sesta edizione dello Smart City Index di EY.

L'esperienza del lockdown e l'impatto del Covid-19 hanno modificato le priorità e le abitudini degli italiani, con un forte impatto sui lavoratori e, più in generale, sull’evoluzione e riorganizzazione delle città. Per questa ragione la sesta edizione dello Smart City Index di EY è diventata Human Smart City Index, integrando indicatori legati ai comportamenti ecologici, alle competenze digitali dei cittadini e all’inclusione sociale.

Città a misura di persona

«La domanda di città a misura di persona sta emergendo in maniera molto forte, e anche le aziende si trovano a dover comprendere e gestire l’impatto dei nuovi trend urbani sui propri dipendenti – afferma Andrea D’Acunto, People Advisory Services Leader di EY in Italia – Lo smart working e una nuova visione del lavoro e dei valori a esso legato sono la parte più evidente, ma la maggiore attenzione all’ambiente, il desiderio di spostamenti più sostenibili, e un miglior bilanciamento tra lavoro e vita privata sono trend irreversibili. Le città che saranno più capaci e più veloci nel riprogettarsi e nel riqualificare gli spazi residenziali e di lavoro diventeranno più attrattive. La Human Smart City è la città che (ri)progetta infrastrutture e servizi coniugando centralità della persona, innovazione tecnologica e sostenibilità, e rappresenta un’opportunità sia per le aziende sia per le amministrazioni locali di attrarre lavoratori e cittadini. In questo particolare contesto storico, le città non devono investire soltanto in infrastrutture e servizi, ma anche e soprattutto nell’ascolto dei cittadini e dei lavoratori. La componente sociale è diventata centrale anche nella competizione tra le città per l’attrazione di aziende e talenti. Le nuove relazioni tra città e aziende devono essere reimpostate mantenendo le persone al centro.»

Evolvono le 109 città italiane

La sesta edizione dello Smart City Index di EY ha analizzato le 109 città italiane capoluogo di provincia, classificando il loro sviluppo in termini di investimenti e iniziative del territorio da un lato (readiness) e comportamenti dei cittadini dall’altro, sui tre assi strategici della transizione ecologica, della transizione digitale e dell’inclusione sociale. Ne è emersa un’immagine dell’ecosistema urbano italiano in piena evoluzione e con ampi margini di miglioramento.

456 indicatori

«Nell’edizione di quest’anno, che comprende 456 indicatori, abbiamo introdotto misurazioni legate all’inclusione sociale, e preso in considerazione anche comportamenti ecologici, competenze digitali, propensione all’imprenditorialità e così via, perché i cittadini sono sempre più parte attiva della riorganizzazione urbana – afferma Marco Mena, Senior Advisor di EY – Oggi il modello della metropoli ipertecnologica perde di slancio a favore del modello più umano delle città medie e piccole, dove le relazioni sociali sono più strette, e i comportamenti sostenibili più facili. Tali città, secondo questa nuova visione, recuperano significativamente il gap rispetto alle città più grandi, anche se non riescono ancora a raggiungerle».

Il podio: Milano, Bologna, Torino

Rispetto alle componenti dello Human Smart City Index, Milano si conferma la città in cima alla classifica sia per readiness sia per comportamenti dei cittadini. Segue Bologna, grazie al primato in termini di inclusione sociale e una readiness elevata. Torino consolida la presenza sul podio, pur passando dal secondo posto del 2020 al terzo posto del 2022. Seguono Trento, Parma, Bergamo, Padova, Brescia, Venezia e Firenze.

La distribuzione geografica delle città mostra un notevole “human smart divide” tra Nord e Sud. La classifica regionale mostra un netto predominio del Centro-Nord, mentre le regioni del Sud si collocano in fondo alla classifica.

Le città con alto punteggio di readiness e basso punteggio di comportamenti investono e sviluppano iniziative, ma faticano a coinvolgere i cittadini e hanno ottenuto finora una risposta largamente inferiore agli sforzi profusi.

Viceversa, le città con alto punteggio di comportamenti e basso punteggio di readiness vedono i cittadini più avanti delle istituzioni stesse. Si tratta di città medie e piccole, come Lodi, Como e Varese, che investono poco in innovazione, ma i cui cittadini sviluppano comunque comportamenti virtuosi.

Il ruolo delle aziende nel rendere le città a misura di persona

Nell’attuale contesto, tra gli obiettivi di impatto sociale che le aziende si trovano a perseguire, il contributo alla sostenibilità dell’ambiente urbano in cui operano diviene fondamentale. Vivere in una città più a misura di persona può rappresentare un fattore distintivo e una parte importante della gestione del capitale umano, e le aziende possono giocare un ruolo determinante nel rendere le città in cui operano più a misura di persona.

Dall’analisi emerge che le filiere quali Technology & Telco, Produzione Automotive, Dispositivi Medici, Farmaceutico, Media & Entertainment sono attente agli aspetti human, e offrono ai lavoratori contesti urbani e di vita più a misura di persona.