Digitali e sostenibili: le top utility italiane

top utility 2022

La decima edizione dello studio promosso da Top Utility mostra le performance dei principali operatori del mercato energetico italiano, che cresce facendo leva sulla digital transformation, verso un modello di sviluppo sostenibile

Innovazione, digitalizzazione, cybersecurity, sostenibilità. Sono le quattro tendenze destinate a indirizzare la crescita del comparto energetico dei prossimi anni e sono le quattro aree di sviluppo esplorate dal nuovo rapporto promosso da Top Utility, think tank italiano impegnato nel riconoscere, analizzare, valorizzare e promuovere le eccellenze nel settore dei servizi di pubblica utilità, dell’ambiente e dello sviluppo territoriale.

Giunta alla sua decima edizione, lo studio considera le performance delle prime 100 utility e multiutility italiane, che da sole coprono oltre il 50% del mercato elettrico e del gas, circa il 60% del settore idrico e il 40% della gestione dei rifiuti, includendo un tessuto variegato di imprese, dai grandi gruppi attivi su base nazionale e internazionale alle piccole realtà locali, tutte accomunate da un forte legame col territorio e da un rapporto diretto con i cittadini.

I dati relativi al 2021, presentati lo scorso 24 febbraio in una diretta streaming promossa da Althesys in collaborazione con Utilitalia e con il coinvolgimento di Xylem, RSE e Targa Telematics, partner di ricerca, sono il frutto di una valutazione multidimensionale, con indicatori qualitativi e quantitativi che rilevano i risultati, individuano le best practice di settore e premiano le eccellenze in sei ambiti operativi, dalla sostenibilità alla comunicazione, dal patrimonio tecnologico e innovativo al rapporto con il territorio, dalle performance operative alla responsabilità sociale.

Dieci anni di crescita

L’esperienza ormai decennale dell’indagine ha offerto un’occasione per delineare le trasformazioni del settore dal 2011 a oggi e per tratteggiarne le linee evolutive. «In dieci anni le utility italiane hanno migliorato i propri risultati e acquisito maggiore solidità. Hanno accresciuto le marginalità e incrementato i servizi, ridotto le perdite idriche e aumentato la quota di raccolta differenziata dei rifiuti», afferma Alessandro Marangoni, CEO della società di consulenza strategica Althesys e responsabile scientifico della ricerca.

Il settore energetico italiano appare in buona salute, ha dimostrato capacità di resilienza di fronte alla crisi Covid ed è pronto ad affrontare le sfide future. «Il 2020 è stato l’annus horribilis dell’esplosione pandemica e della massima contrazione dei consumi energetici, ridotti del 16% rispetto all’anno precedente. Ma nonostante tutto, il valore della produzione del comparto italiano delle utility ha superato gli 88 miliardi di euro, coprendo il 5,3% del Pil nazionale», aggiunge Marangoni.

Una spinta per la digitalizzazione

Un capitolo rilevante dello sviluppo del settore riguarda la digitalizzazione delle utility, che investe sia i processi interni sia la relazione con il cliente. «La pandemia ha contribuito ad accelerare la spinta delle utility italiane verso la digitalizzazione, lungo un percorso già iniziato da tempo caratterizzato da un impegno e da investimenti crescenti.

Ora, grazie anche alle risorse messe in campo dal Pnrr, sarà possibile muovere un altro passo per migliorare i servizi agli utenti, la performance ambientale, il contributo dei lavoratori e la filiera, nonché la qualità della vita nelle città», osserva il direttore generale di Utilitalia, Giordano Colarullo.

Lo sforzo di innovazione tecnologica e digitale, sottolinea Colarullo, si inserisce in un orizzonte globale caratterizzato dall’integrazione di vettori: oltre alle rinnovabili, vanno considerati il teleriscaldamento, l’energia prodotta dai rifiuti, i biocarburanti ottenuti dagli scarti agricoli, l’idrogeno.

Migliorare processi e relazioni

La digitalizzazione è la leva principale attraverso cui le imprese italiane stanno affrontando le sfide della transizione energetica e della carbon neutrality.

Sensori di rete e contatori intelligenti, dispositivi IoT e interfacce digitali, manutenzione predittiva e digitalizzazione delle flotte per la raccolta dei rifiuti e il pronto intervento, gestione da remoto della mobilità in sharing, produzione decentralizzata, cybersecurity: sono alcuni dei capitoli su cui verte l’impegno delle utility, il 69% delle quali prevede di aumentare il budget per la digitalizzazione nei prossimi tre anni.

Soluzioni avanzate per la gestione basate su big data, machine learning, blockchain, tecnologie cloud o reti neurali sono già adottate dal 58% delle aziende, di cui quasi la metà ricorre a soluzioni avanzate per la manutenzione predittiva con droni, robot e realtà aumentata. Nel servizio idrico integrato, l’infrastruttura smart è un driver strategico per ridurre perdite e inefficienze: l’85% degli operatori ha munito di sensoristica la maggior parte della rete fognaria.

Tutte le utility hanno avviato progetti per la digitalizzazione dei rapporti con la clientela, nel 78% dei casi già operativi. Infine, gli investimenti nella mobilità a basso impatto: al momento la quota di veicoli elettrici detenuti dalle top utility italiane è del 12%, ma la metà delle imprese ha in cantiere importanti progetti di incremento.

Sicurezza informatica, un ruolo chiave

Di pari passo con la digitalizzazione dei processi, assume centralità crescente la sicurezza informatica, che è diventata una delle principali preoccupazioni per le aziende del settore energetico. Negli ultimi tre anni, infatti, le utility italiane hanno subito quasi 290 attacchi: un dato in preoccupante crescita, con un balzo del 9% in un solo anno per le aziende idriche. Il 53% delle aziende incluse nello studio ha un’unità specificamente dedicata alla cybersecurity e il 90% ha dichiarato che gli investimenti in quest’area aumenteranno in misura consistente nei prossimi anni.

Nel 2021 investimenti per 7,2 miliardi di euro

Lo studio di Top utility sottolinea come negli ultimi due anni gli investimenti delle imprese energetiche italiane siano rimasti invariati malgrado le criticità della congiuntura: nel 2021, le prime 100 utility hanno investito 7,2 miliardi di euro, mantenendo un perimetro omogeneo e livelli allineati all’anno precedente. Il dato vale lo 0,4% del Pil italiano del 2020 e proviene quasi per metà dalle grandi aziende elettriche, che hanno coperto il 43,6% del totale investendo 3,2 miliardi di euro, a fronte di un lieve calo della quota in capo alle multiutility, scesa al 37% con 2,7 miliardi di euro dopo il boom del 2019. I dati confermano anche l’importanza attribuita alle attività di ricerca e sviluppo per l’innovazione: il 90% delle utility analizzate ha dichiarato di aver investito in attività di ricerca, con un’incidenza di costi pari allo 0,26% sul fatturato del 2020, in leggero aumento rispetto all’anno precedente.

Dai sensori di rete al gemello digitale

L’84% dei primi 100 operatori italiani nei comparti gas, acqua ed energia elettrica ha un sistema di smart metering attraverso cui ha ridotto i costi di lettura, migliorato la gestione dei contratti e limitato le perdite tecnico-commerciali.

Un capitolo rilevante, ancora tutto da scrivere, riguarda l’utilizzo in funzione previsionale dei dati derivanti dal monitoraggio digitale delle reti: attraverso software di supporto decisionale basati sull’intelligenza artificiale è possibile ottimizzare le risorse, prevenire le perturbazioni del sistema, prevedere i guasti e identificare le aree meritevoli di investimenti. In futuro, l’approccio digitale sarà sempre più importante per i settori soggetti alla scarsità delle risorse e impegnati in processi complessi, come per esempio il trattamento e il riutilizzo delle acque o la gestione dei fanghi.

Gli attuali sistemi avanzati di telecontrollo sono la base per costruire sistemi previsionali basati su digital twin, gemelli digitali che simulano il funzionamento degli impianti e raccolgono dati utili per prevedere le performance e anticipare i malfunzionamenti.

 

Questo articolo è stato pubblicato sul numero di marzo 2022 di Energia&Mercato