«L’arrivo del COVID ha messo alla prova il sistema sociale nel suo complesso. Il settore elettrico italiano ha superato, sia dal punto di vista operativo che infrastrutturale, lo stress test imposto dal calo della domanda conseguente al lockdown. Si è trattato del più forte impatto energetico degli ultimi 70 anni e il nostro sistema elettrico ha dimostrato resilienza, garantendo sicurezza e flessibilità grazie agli investimenti in innovazione e digitalizzazione delle infrastrutture».
Chi parla è Agostino Re Rebaudengo, Presidente di Elettricità Futura, associazione confindustriale che riunisce le imprese elettriche italiane. Gli abbiamo chiesto di parlarci del futuro che ci aspetta.
Domanda: Che cosa è cambiato in questo anno appena trascorso e che cosa possiamo prevedere per i prossimi mesi?
Risposta: Si chiude un anno destinato a passare alla storia. Nell’ultimo anno scienza, politica e industria hanno lavorato insieme sviluppando il vaccino contro il virus in tempi record. E dalla pandemia possiamo trarre importanti lezioni da applicare al cambiamento climatico, che sarà il prossimo Covid.
Gli effetti dell’emergenza clima sono cresciuti in intensità e frequenza anche in Italia, il secondo Paese europeo per danni economici collegati al cambiamento climatico. Da COP26 sarebbe stato lecito attendersi risultati più ambiziosi. Ma è la prima volta che viene adottata la riduzione del carbone e solo fino a pochi anni fa era impensabile che Cina e Stati Uniti aprissero un tavolo per cooperare sulla riduzione delle emissioni.
È stato anche l’anno del PNRR e dell’arrivo delle risorse europee all’Italia per realizzare la ripresa dell’economia in direzione Green Recovery. Per non perdere i 191,5 miliardi del Recovery Fund, il nostro Paese dovrà dimostrare la capacità di dare efficace e tempestiva attuazione al Piano, di saper investire i fondi e realizzare i progetti rispettando tempi e costi stabiliti, di tagliare sprechi e inefficienze.
D: La crisi COVID ha agito da acceleratore di processi già in atto e allo stesso tempo ha introdotto discontinuità e cambiamenti di rotta: quali sono le tendenze destinate a prevalere?
R: La digitalizzazione rientra di certo tra i processi che hanno subito una notevole accelerazione e che continueranno a diffondersi. L’energia della transizione è soprattutto digitale e lo sarà sempre di più. Secondo la IEA, smart grid e contatori intelligenti consentiranno a un miliardo di famiglie e a 11 miliardi di elettrodomestici nel mondo di essere parte di sistemi elettrici interconnessi.
Al 2030 in Italia il 72% dell’elettricità sarà rinnovabile. La digitalizzazione permetterà di gestire quote crescenti di rinnovabili e generazione distribuita, garantendo resilienza e flessibilità al sistema. Il digitale favorirà la decarbonizzazione e l’innovazione anche nel residenziale e nei trasporti, abilitando la diffusione della mobilità elettrica.
Il digitale ha permesso anche lo smart working, una risposta efficace all’emergenza sanitaria alla quale Elettricità Futura, Utilitalia e Terna hanno dedicato lo studio “Lo smart work nel settore delle utilities. Cosa è cambiato con la pandemia Covid-19” realizzato dal Politecnico di Torino.
La rivoluzione digitale dovrà anche rendere più efficiente la Pubblica Amministrazione. Digitalizzare non significa informatizzare le procedure cartacee esistenti, ma reingegnerizzare l’intero processo di scambio e analisi delle informazioni, riducendo e, laddove possibile, unificando le procedure.
D: Le risorse del PNRR e le indicazioni europee per lo sviluppo sostenibile e il contenimento delle emissioni offrono importanti prospettive per la crescita del settore elettrico: si tratta di opportunità reali? Le sfide che ci aspettano sono alla nostra portata?
R: Quasi il 40% delle risorse del PNRR dovranno promuovere la transizione ecologica e fare da leva per gli investimenti privati. Per raggiungere l’obiettivo europeo di riduzione delle emissioni, l’Italia, dovrà ridurre le emissioni di CO2 del 55% entro il 2030. Per farlo, è necessario installare 70 GW di nuovi impianti rinnovabili nei prossimi 8 anni.
Non è solo una sfida possibile, è soprattutto una grandiosa opportunità perché attiverà 1.100 miliardi di investimenti privati, di cui 100 miliardi nella filiera elettrica, creando 250mila nuovi posti di lavoro netti in Italia, 90mila nuovi occupati soltanto nel settore elettrico.
D: Che cosa bisogna fare per non mancare l’obiettivo?
R: Per non perdere le opportunità che la fase attuale ci offre, Elettricità Futura ha rivolto un appello al Governo, alle Regioni e alle Soprintendenze affinché creino le condizioni per il raggiungimento del target rinnovabili che non è un Burden ma, appunto, un’Opportunity Sharing.
È necessario che il Governo approvi, entro la fine dell’anno, il nuovo Piano Energia e Clima in linea con il target -55% di CO2. Che le Regioni concordino tra loro, sempre entro la fine dell’anno, la ripartizione dei 70 GW da realizzare. Che le Soprintendenze non ne ostacolino la realizzazione perché i nuovi impianti, evitando gli effetti distruttivi del cambiamento climatico, concorrono alla tutela del paesaggio.
CHI È ELETTRICITÀ FUTURA
Elettricità Futura riunisce le imprese che operano nel settore elettrico italiano rappresentando oltre il 70% dell’elettricità prodotta e venduta in Italia. All’associazione aderiscono oltre 500 aziende di ogni dimensione attive nella produzione e commercializzazione di energia elettrica da fonti convenzionali e rinnovabili, nella distribuzione, nella fornitura di servizi per il settore. Un sistema che dà lavoro a oltre 40mila addetti, per un totale di 75mila MW di potenza elettrica installata, e linee di distribuzione per oltre 1,1 milioni di chilometri. Obiettivi dell’attività associativa, supportare e dare visibilità alle imprese del settore elettrico, rappresentandone gli interessi e perseguendoli con una mirata e salda azione di advocacy, aiutandole a intercettare nuove opportunità sui mercati, nelle relazioni B2B, nella rete dell’innovazione.
Questo articolo è stato pubblicato sul numero di dicembre 2021 di Energia&Mercato: puoi abbonarti alla rivista a questo link.