Pandemia, transizione energetica e cambiamento climatico. Sono le tre sfide che il settore energetico ha iniziato a fronteggiare nel 2021.
Iniziato, perché queste sfide dureranno anni. Unendo un contesto di ripresa economica e di contemporaneo bisogno di innovazione e trasformazione. Lo vediamo nel dettaglio, grazie ai dati del Rapporto “Utilities italiane ed europee Fit for 55: investimenti e prospettive economico-finanziarie” di Agici e Intesa Sanpaolo, presentato in occasione del XXII Workshop Annuale sulle Utility organizzato da Agici e Accenture.
Dati positivi in tutto il mondo per le Utilities nel 2021. La ripartenza dell’economia ha spinto di nuovo verso l’alto i consumi energetici, contribuendo (con altri fattori, anche geopolitici) alla crescita del prezzo di energia elettrica e gas.
Segno positivo per ricavi, ebidta, utile netto: crescono rapidamente i Gruppi Energetici, un po’ più lentamente Rinnovabili e Multiutility, mentre siamo sotto all’1% per gli Operatori di rete.
Nel 2021 sono arrivati anche gli obiettivi europei vincolanti per la mitigazione climatica e la neutralità carbonica, accompagnati da target intermedi che influenzano fortemente i piani industriali delle aziende energetiche.
La parola d’ordine è investire, per trasformare il modello di produzione dell’energia, digitalizzare la rete, offrire nuovi servizi ai clienti. Nel 2021, in Italia, gli investimenti dei diversi attori sono cresciuti del 34% e ci si attende un ulteriore +10% delle risorse programmate per il periodo 2022-2025.
Complessivamente si parla di 82,2 miliardi di investimenti programmati, così ripartiti:
- Il 22% dalle Multiutility;
- Il 3% dai Gruppi Rinnovabili;
- Il 51% dai Gruppi Energetici;
- Il 24% dagli operatori di rete.
Vediamo chi investe dove
Le Utilities stanno investendo soprattutto nella transizione energetica:
- sviluppo delle FER e dei gas rinnovabili tra cui idrogeno e biogas;
- potenziamento e digitalizzazione dell’infrastruttura di rete in ottica smart grid;
- significativa riduzione della capacità a carbone.
Le Multiutility investono invece soprattutto in:
- Reti elettricità;
- Reti gas;
- Ciclo idrico integrato.
Le aziende attive nelle rinnovabili stanno investendo soprattutto nella costruzione e connessione alla rete di impianti FER, dopo il rallentamento causa Covid del 2020.
Gli operatori di rete nel 2021 hanno invece investito in:
- manutenzione;
- realizzazione di nuove linee;
- digitalizzazione delle infrastrutture di rete di gas ed elettricità.
Dove investono i player europei
Interessante anche l’analisi degli investimenti aggregati pianificati dagli operatori europei per il periodo 2022-2030 stima 303,9 miliardi di euro destinati principalmente a:
- Crescita capacità fotovoltaica ed eolica onshore e offshore, anche distribuita;
- Manutenzione e digitalizzazione delle infrastrutture di rete;
- Sviluppo delle tecnologie a idrogeno.
«Il 2021 si conferma come l’anno della ripresa delle Utilities italiane dopo la crisi legata alla pandemia: aumentano i ricavi, gli utili e gli investimenti sui territori in progetti di transizione energetica quali rinnovabili, efficienza energetica, mobilità sostenibile ed economia circolare - afferma Marco carta, Amministratore Delegato di AGICI. Proprio tali investimenti hanno avuto e sempre più avranno un ruolo centrale nella diminuzione della spesa energetica degli italiani: le sole misure legate all’efficienza energetica hanno avuto un impatto positivo di alcuni miliardi di euro negli ultimi 5 anni. Occorre quindi cambiare la narrazione della transizione energetica: essa non è un costo ma un beneficio per i consumatori e le Utilities ne sono i principali fautori».
«La transizione energetica in atto assume un ruolo ancora più dirompente, in grado non solo di affrontare il cambiamento climatico ma anche di diminuire la nostra dipendenza energetica da paesi esteri e, di conseguenza, la volatilità dei prezzi - afferma Sandro Bacan - Accenture Innovation Lead. Un’economia basata su energia rinnovabile e distribuita garantirà prezzi più bassi e stabili, ma all’inizio richiederà forti investimenti, per questo è fondamentale sfruttare i circa 70 miliardi di euro del PNRR. La sfida delle Utility sarà rendere esecutiva la transizione energetica, gestendo anche la competizione da altri settori industriali. Per affrontare al meglio un momento così dirompente occorre un modello incentrato sull’ecosistema esterno e che metta l’Utility al servizio del pianeta. Il modello “You-tility” richiede di ruotare verso nuove energie e nuovi prodotti/servizi, ripensando la value-chain tradizionale dell’energia».